Reggio nell’Emilia tra arte e bancarelle.

E’ la prima volta che visito Reggio nell’Emilia: arrivate in auto, abbiamo subito apprezzato la città ordinata, bei viali alberati e tanto verde. Poi una passeggiata all’ora di pranzo per il centro, sotto un caldo sole autunnale, piacevole.

Pranziamo all’aperto. In Emilia la cucina è sempre una certezza. In una piazza che intuivo una bella piazza, racolta intima con una chiesa importante, dirimpetto un corpo absidale altrettanto notevole. Ma purtroppo impossibile abbracciare completamente con lo sguardo il tutto, perché piazza san Prospero è invasa da una accozzaglia di orribili bancarelle, di un mercato di mercanzia povera che stona con l’eleganza del centro storico reggiano. Proprio un brutto vedere, soprattutto per il turista che arriva a Reggio per la prima volta.

La chiesa di San Prospero come i palazzi attorno, hanno una bella architettura, ma questo si può godere solo alla sera quando il mercato finisce e ci si può riappropriare di questi antichi spazi… i  bar tirano fuori, poltrone e tavolini e allora la cosa più piacevole è assaporare un aperitivo in un salotto all’aperto.

ISOLE IONIE TRA MITOLOGIA E REALTA’

“Né più mai toccherò le sacre sponde
dove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell’onde
del greco mar da cui vergine nacque…”
(U. Foscolo, ‘A Zacinto’)

 

A caccia di uno scampolo d’estate, quando qui ormai il tempo aveva portato piogge ed un brusco abbassamento delle temperature, l’ultima settimana di settembre sono letteralmente fuggita nelle isole greche del Mar Ionio, l’antico Eptaneso.
La vacanza è stata un pretesto, infatti forte era il desiderio di trascorrere qualche giorno in barca a vela, contesto al quale (come ho già avuto modo di scrivere) mi rivolgo appena possibile per vivere le mie giornate tra cielo e mare, seguendo semplicemente i ritmi scanditi dall’alternanza di luce e buio, di giorno e notte, assecondando ciò che il meteo ci riserva.
Ma questa volta il mio viaggio ha assunto un significato che non mi aspettavo… Senza averlo messo in conto prima, ben presto ho compreso che stavo navigando in luoghi importanti, senza dubbio famosi, dei quali ciascuno di noi ha avuto modo di sentire narrare ai tempi della scuola. E questo mi ha fatto sentire in qualche modo ancor più fortunata…
Imbarcate a Lefkàda io e le mie compagne di viaggio, al momento del briefing col nostro skipper Andreas, abbiamo manifestato il desiderio di arrivare fino all’isola posta più a sud, Zacinto tanto amata dal poeta Ugo Foscolo.
Il tempo a disposizione non era molto, le miglia da percorrere invece parecchie, perciò la nostra discesa verso sud è iniziata toccando prima le isole di Meganisi e Atokos per arrivare poi a Itaca: lì, attraccati lungo la banchina proprio dietro la statua dedicata ad Ulisse, come potevo non tornare con la mente all’Odissea?

Odisseo ad Itaca

Non solo il balzo indietro ai tempi del liceo è stato immediato ma, passo dopo passo vagabondando senza meta su quella terra, ho realizzato di trovarmi negli stessi luoghi mitologici sapientemente descritti da Omero: mi è presa una strana sensazione, mi sembrava in qualche modo di essere io stessa parte della leggenda…
Ma non era finita lì: da Itaca siamo salpati alla volta di Cefalonia e qui la mitologia ha lasciato il posto alla storia, al ricordo dell’eccidio che in quest’isola si è consumato da parte dei tedeschi nei confronti di soldati italiani durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il giorno seguente una lunga traversata ci ha portate finalmente a Zacinto! Abbiamo attraccato a nord-est dell’isola e quei luoghi ancora incontaminati e poco sfruttati dal turismo hanno saputo ripagarci delle fatiche del viaggio: eravamo finalmente giunte nell’isola tanto cara al Foscolo. Impossibile non ricordare il famoso sonetto composto dal poeta durante il suo esilio in terra straniera che, magari forzatamente, i nostri insegnanti ci hanno fatto studiare a scuola!

Zacinto

Da lì è poi iniziato il rientro; la vacanza volgeva al termine e bisognava tornare verso nord fino al punto di partenza.
I bagni di sole e le nuotate in quelle acque ancora tiepide nonostante la stagione avanzata hanno avuto un sapore diverso… questo non è stato un viaggio fine a sé stesso, stavolta mi sono ritrovata in qualche modo catapultata nella storia, anzi nella leggenda! Una sensazione strana ma assolutamente piacevole, il cui ricordo mi accompagnerà ancora a lungo quando ripenserò a quelle giornate di fine estate.

GLORIA

Confettura o Marmellata?

Che differenza c’è tra marmellata e confettura?

Molto similmente è la diversità che esiste tra marmelade e jam.
La Comunità Europea ha stabilito che la marmellata è un prodotto fatto di zucchero e agrumi (arancia, mandarino, limone, cedro, bergamotto, pompelmo) in cui la percentuale di frutta sia almeno il 20%. Le parti di agrumi utilizzabili sono polpa, purea, succo, estratti acquosi e scorza.
La confettura invece è il prodotto contenente zucchero e polpa (o purea) di tutti gli altri tipi di frutta. La percentuale di frutta non può essere in generale inferiore al 35%, ma sale al 45% nel caso della “confettura extra“.
Una terza categoria, derivata dalla consuetudine e non dalle normative è quella della composta in cui la percentuale di frutta non dev’essere inferiore ai due terzi.

E’ facile e divertente preparare confetture o marmellate in casa, oltre la genuinità e il risparmio, si può dar libera azione alla nostra fantasia culinaria con nuovi abbinamenti di frutta o con l’aggiunta di qualche spezia.

Confettura di Mele aromatizzata allo Zenzero
1 kg di mele Fuji, 1 radice di zenzero fresco grattugiato a piacere, 2 limoni.
Sbucciare le mele e tagliarle a cubetti, mettetele in una capiente pentola con il succo dei limoni e la radice di zenzero grattugiato. Cuocere per circa un’ora, e con il frullatore a immersione creare una purea.

Invasare subito nei barattoli d vetro caldi e capovolgerli.
.

Tirana

E’ una delle capitali europee maggiormente in evoluzione: se solo si guardono le foto della città di qualche anno fa, quasi non si riconoscono i luoghi. La sola piazza Skanderbeg, 40.000 metri quadri, cambia di anno in anno…

Particolare della statua equestre di Skanderbeg

Tirana festeggerà fra tre anni il suo primo centenario come capitale ed evidentemente si sta preparando al meglio per questo evento.

Sebbene  abbia origini antiche, già romane,  la città appare moderna, con qualche bel palazzo del secolo scorso, come quelli edificati durante il ventennio di dominazione fascista e quelli costruiti sotto la dittatura di Oxha, i quali si affiancano a qualche costruzione più antica come la moschea Ethem Bey con cui convivono armoniosamente.

Particolare della ex mausoleo di Hoxha

E poi i nuovi palazzi, grattacieli che si stagliano attorno alla grande piazza dando vita a un  movimentato skyline.

La nuova moschea in costruzione

La città è una città giovane, molti sono i locali aperti, particolarmente suggestivi quelli realizzati nel block, il vecchio quartiere del politburo comunista.

In una ventina d’anni il vecchio mondo sembra sia stato completamente cancellato, la voglia di recuperare libertà e ricchezza è palpabile e le opportunità lavorative ci sono.

Settembre, tempo per organizzarci!

Esistono diversi capi d’anno! Certo per primo c’è quello ufficiale del primo gennaio. Poi c’è chi avverte la primavera come il momento vero della ri-nascita della vita, chi invece considera il proprio compleanno come l’inizio del nuovo corso e infine chi sente settembre- ottobre quando ,sebbene si annunci l’ultima stagione dell’anno, si riprende un nuovo corso di scuola o lavorativo, dopo l’estate.

Ecco perché, dopo l’euforia che si spera abbiano portato le vacanze estive, per quanto non sempre le aspettative riposte vengano soddisfatte, bisogna prepararsi ad affrontare un altro anno lavorativo, carico di impegni, spesso di noiosa routine.

Settembre è il mese in cui c’è tutto il tempo per organizzarsi: decidere come affrontare al meglio i lunghi mesi invernali, per combattere la monotonia del nostro tran tran quotidiano.

E quindi cercare quel quid che ci possa rinvigorire e, a seconda dei nostri gusti e passioni, decidere una nuova attività stimolante: dall’acqua-gym, al corso di lingua, di critica cinematografica o di cucina…

A voi la scelta!

MONTAGNE PER L’ETERNITA’

Mi piace osservare il profilo delle montagne soprattutto quando le luci sono smorzate o quando si preannuncia un cambiamento improvviso del tempo.

Mi piace osservare la loro silhouette:  ho quasi la sensazione che all’interno di questi massicci rocciosi ci sia vita, una vita eterna, imprigionata nella roccia.

Sicuramente queste immagini mi appartengono fin da piccola, quando leggevo le Fiabe e Leggende delle Dolomiti della Pina Ballario. E così per me il Sorapìs è sempre stato un sovrano,  troppo buono con la figlia Misurina, capricciosa e cattiva…E così il Cristallo, le torri del Vaiolet o la Croda Rossa …per me sono sempre state personificazione rocciose…

Quando si cammina in montagna ogni cima, ogni cengia e  forcella ha un nome e una storia: la percezione è quella di una vita propria interiore di queste rocce che soprattutto, in certi momenti della giornata, sembra quasi debbano improvvisamente muoversi e parlarci…

Ma se si è in grado di ascoltare i silenzi si può imparare molto…

Campanile di Val Montanaia

Restera: da Casale a PorteGrandi

Seconda tappa lungo il Sile, da Casale sul Sile fino a PorteGrandi presso Quarto d’Altino, ingresso alla laguna veneziana.

Il Sile, uno dei fiumi di risorgiva più lunghi d’Europa, ha da sempre rappresentato un’importante risorsa per gli abitanti del luogo, caratterizzandone storia e tradizioni.

Scorcio della chiesa di Musestre

La sua portata, costante tutto l’anno, era sfruttata da mulini e opifici, inoltre rappresentava un’importante via d’acqua per i traffici tra la Marca trevigiana e la Laguna Veneta.

Oggi il fiume continua ad essere vitale per l’agricoltura ma anche per la nuove imprese legate ad un nuovo turismo sostenibile.

La ciclovia, da Casale verso il mare, ci porta ad ammirare un territorio in cui le coltivazioni, mais, viti, frutteti etc.  si distendono sia da una parte che dell’altra del fiume. Si arriva pedalando all’ombra degli alberi che costeggiano gli argini alla frazione di Musestre, sulla riva sinistra del fiume.

Da qui attraversato un ponte si ritorna sugli argini destri, lasciando Quarto d’Altino, fino a giungere alla frazione di PorteGrandi.

Il paesaggio ora cambia completamente: va vegetazione arborea lungo gli argini si fa più scarsa e lo sguardo spazia sull’acqua: inizia la laguna!

Il Sile presso PorteGrandi

Confettura di Melone aromatizzata alla Cannella

Facilissima preparazione per una confettura particolare, buona sia da spalmare sul pane per la prima colazione e adatta anche, ad accompagnare formaggi ed affettati.

2 meloni, 1 mela, zucchero, 1 limone, cannella.

Tagliare a tocchetti i meloni che devono essere maturi e la mela, aggiungere circa metà di zucchero del peso ottenuto dalla frutta mondata, inserire il tutto in una casseruola e portare a ebollizione. Continuare la cottura per circa tre quarti d’ora.  A metà cottura aggiungere il succo del limone e a fine cottura un cucchiaino di cannella in polvere.  Per rendere omogenea la purea aiutarsi con un frullatore a immersione. Una volta pronta e ancora bollente  versarla nei vasetti caldi. Avvitare i coperchi e voltarli subito lasciandoli così fino al raffreddamento.

 

Buone Regole in Montagna

La montagna con questi caldi è stata presa d’assalto da orde di turisti che hanno scoperto questo paradiso fresco, sereno e dilettevole.

Ma non ci si può improvvisare montanari o anche solo turisti della montagna senza rispettare alcune regole che per chi è storico nella frequenza, sono del tutto scontate e fanno parte del bon ton montano.

Per prima cosa quando ci si incrocia su un sentiero è norma augurare il buon giorno a qualsiasi persona o per lo meno fare un gesto con la mano, se proprio si ha il fiatone…

La montagna gode di un equilibrio precario, tutto è sensibile, bastano piogge più forti per provocare frane. Il turista perciò deve avere il massimo rispetto per il luogo: quando si cammina su sentieri un po’ scoscesi far attenzione a non provocare cadute di sassi, non raccogliere fiori o piante, che sono tutte protette,  non urlare o schiamazzare senza un motivo grave.

La montagna ha bisogno anche del silenzio, percorriamo sentieri che sono stati costruiti dall’uomo ma che devono cercare di rispettare chi in quell’habitat vive e soprattutto gli animali… più si sta in silenzio e più si ha  l’opportunità di imbattersi in qualche camoscio.

Non dimentichiamoci poi, che prima di intraprendere una passeggiata bisogna sempre controllare il meteo che in montagna è particolarmente variabile, e ovvio, l’abbigliamento dev’essere adatto: pedule o scarponi tecnici, a seconda del grado di difficoltà dei sentieri, giacca a vento, pile e mantella per la pioggia, borraccia d’acqua.

E buona gita!

Aromatizzare in Cucina

L’uso in cucina, di erbe aromatiche, non solo impreziosisce i sapori delle pietanze, ma apporta importanti benefici alla nostra salute.

Ogni pianta ha delle proprietà peculiari. Il timo per le sue qualità antivirali, il rosmarino e l’ origano combattono e quindi prevengono il diabete, la salvia, che significa salvare, grazie alle sue proprietà benefiche, conosciute fin dall’antichità, sono tra le specie che più sono proprie del bacino mediterraneo, facili da reperire e normalmente apprezzate perché riconosciute dal nostri palati.

Riscopriamo il consumo delle piante aromatiche, possibilmente fresche ( sono tutte coltivabili in vaso), per insaporire ogni piatto, come facevano abitualmente i nostri avi, fin dall’antiche epoche egizia e romana, e non circoscritto alle carni ma a tutti i cibi, compresi i dolci.

Confettura di pesche e timo
1 kg di pesche, 1 limone scorza e succo, 300 g di zucchero, un cucchiaio di foglioline di timo, 50 g di mandorle affettate
Pulire e sbucciare le pesche, unirvi il succo e la scorza del limone, lo zucchero e portare a ebollizione e mantenere la cottura, eliminando la schiuma che  si forma (ottima da bere come succo), unire infine le mandorle e il timo.