Vellutata di carote con crema di caprino

Ricetta facile e veloce da preparare. Ideale da consumare calda nei mesi freddi e da servire, come antipasto in bicchierini, da servire tiepidi, durante una cena estiva.

Lessare mezzo chilo di carote e una patata di media grandezza. Quando sono ben cotte, scolarle e frullarle aggiungendo cica 150 ml di panna fresca, sale e pepe. Cuocere intanto a bagnomaria del formaggio caprino con due cucchiai di parmigiano grattugiato.

Versare la crema ottenuta nelle fondine con la vellutata di carote. A piacere una spolverata di zenzero.

Cannella tante applicazioni

Il Cinnamomo è un piccolo arbusto a fiori perenni originario dello Sri Lanka.

E’ la corteccia che fornisce la spezia, questa si utilizza dopo circa tre anni, quando si avvolge su se stessa, formando i tipici “rotolini” color marrone chiaro. In virtù soprattutto dei principi attivi che contiene, in particolare i polifenoli, è utile per trattare i sintomi dell’influenza, del raffreddore, del mal di gola. Inoltre protegge dal diabete, combatte il colesterolo e rende i cibi più digeribili.

È interessante il suo impiego abbinato allo zenzero, come spezia riscaldante, utile a chi, soprattutto durante l’inverno, soffre il freddo.

Ecco dunque l’opportunità di aggiungere un pizzico di cannella e un pezzetto di zenzero alle tisane. L’abbinamento tra zenzero e cannella aiuta il nostro corpo a stimolare il metabolismo e a consumare più energia.

Attenzione però a non abusarne: dosi eccessive di cannella possono procurare allergie, avvelenamento, ulcere, irritazione delle mucose dell’intestino ed allergie.

Basta un pizzico per aromatizzare  dolci, ottima una spruzzata di cannella nel cappuccino al mattino e non si può dimenticare di aggiungerla ai bigoli in salsa.

L’abbinamento con l’arancia offre atmosfere natalizie: usando i due rispettivi olii essenziali, si ottiene un avvolgente profumo per l’ambiente.

Per finire, ecco un uso poco conosciuto ma sicuramente valido: mettere nei cassetti sacchettini contenenti qualche pezzetto di cannella: sono un ottimo antitarme!

Riscopriamo i giochi da tavolo

Le vendite dei giochi da tavolo, dove bisogna condividere lo stesso spazio fisico, sono in aumento.

Paradossalmente nell’epoca virtuale dove ci si isola davanti ad un video e ad una console, la controtendenza è quella di condividere insieme l’aspetto ludico. Le ultime cifre parlano di un aumento del 40 per cento dei giochi da tavolo, che non è poco.

Ai vertici delle classifiche ci sono sempre gli intramontabili Monopoli, Risiko, Scarabeo…Ma anche quelli più nuovi riscuotono un enorme successo e meritano di essere sperimentati nei pomeriggi invernali come Nome in Codice, Taboo, Pandemia

Con l’approssimarsi delle feste natalizie, tutti i negozi fanno bella mostra di una serie di interessanti giochi di società che si differenziano per età e per gusti. Non c’è meglio che passare pomeriggi freddi e piovosi con i bambini per tornare piccoli: ecco che un gioco come il Labirinto Magico riesce a coinvolgere l’intera famiglia o, anche se non è proprio da tavolo il Twister. 

Il Gioco della Vita, non solo attrae i più piccoli ma diventa un momento di autoanalisi ludica per i più grandi, quali scelte si sarebbero potuto intraprendere…e poi ancora il magico Pozioni Esplosive che ci proietta nel mondo fantasy sotto la super visione del preside Albus Ludente.

Quello che non solo i piccoli richiedono è il condividere qualche ora tra di loro ma anche con gli adulti, che se si gioca sono ben accetti, ridendo insieme: allora vanno benissimo anche semplici giochi di carte come il dernier o il cadavere squisito di surrealista memoria.

Pasta e Fagioli alla veneta

E’ un piatto della cucina  tradizionale italiana che ogni regione declina con le sue tipiche varianti, a volte diverse anche tra province limitrofe.

Questo piatto è a base dell’antico legume sempre presente nella mense più povere, perché così come oggi poco costoso,  e per fortuna tornato in auge, grazie anche alle sue proprietà benefiche, tra le quali la riduzione del peso e del colesterolo.


Per 8 persone.
Ingredienti:
mezzo chilo di fagioli secchi di Lamon
2 patate medie
2 cipolle bianche medie
2 dadi vegetali
1 cucchiaio di conserva
mezzo bicchiere di olio d’oliva extravergine
2 etti di pappardelle
Mettere a bagno i fagioli per almeno 12 ore. Tagliare finemente la cipolla, pelare le patate a tocchetti grossi e inserire tutti gli ingredienti in una pentola coprendoli con acqua. Cucinare a fuoco basso per un’ora e mezza. Con la schiumarola prendere le patate e gran parte dei fagioli e schiacciarli con la forchetta. Continua la cottura per un’altra ora, quindi versare le pappardelle spezzettate e spegnere il fuoco quando queste siano al dente.

Servire caldo e condire a piacere con un goccio d’olio e pepe.

Schifanoia

I primi freddi, le prime giornate di pioggia che anticipano un lungo inverno, spesso ci fanno precipitare nella noia e nel cattivo umore. Ciò va assolutamente evitato. Anche la pioggia ha i suoi lati positivi.

Si possono fare tante cose utili e anche divertenti durante una giornata uggiosa: dedicarsi alla cucina, magari sperimentando qualche nuova ricetta, prendersi un po’ di tempo per sé, immergersi in una vasca calda con qualche sale minirale,  leggere un buon libro o guardare un film d’essai.

Ma qualcosa di veramente corroborante, che io prediligo, è una camminata con un buon paio di calzature, ombrello o mantella, sotto la pioggia!

 

rotolo di tonno con salsa di capperi

Ricetta semplice, di facile esecuzione e di sicuro risultato. Adatta sia come antipasto che come secondo.

100 grammi di tonno sott’olio, 1 cucchiaio di pan grattato, 1 uovo, 1 cucchiaio di formaggio grana.

Mixare tutti gli ingredienti fino a raggiungere una polpa e depositarla su un foglio di carta da forno dando la forma di una salamino. Lessare il rotolo per una quarantina di minuti. Far riposare per qualche ora, meglio in frigorifero.

Per la salsa: 1 cucchiaio di capperi sott’aceto, il succo di 1 limone, una manciata di prezzemolo. Tritare i capperi e il prezzemolo, aggiungere il succo del limone e, a piacere un goccio d’olio d’oliva, condire le fettine del rotolo di tonno: squisito!

 

 

 

 

MONTE GRAPPA: UNA CIMA, TRE GUERRE

Il massiccio del Grappa ha vissuto le tre grandi guerre del Novecento: la Prima, la Seconda e la Fredda.

La strada Cadorna fu realizzata durante i primi anni di guerra, quando il fronte era lontano, Carso ad est e Dolomiti a nord, ma già il generale aveva intuito che se “dovesse accadere qualche disgrazia sull’Isonzo, io verrò a piantarmi qui” e così fu.

La strada aveva il compito di collegare la cima con  la valle sottostante, insieme ad un’altra, la Giardino, più diretta ma molto più ripida ed esposta, che porta quest’ultima, il nome del generale che portò l’armata del Grappa alla vittoria finale.

Arrivati in vetta, da cui si gode un panorama suggestivo sui monti circostanti, la mole del Sacrario, progettato da Giovanni Greppi e Giannino Castiglioni, che raccoglie i resti  di soldati italiani ed austriaci, si impone alla vista e non si può non avere un senso di profondo rispetto per tutte quelle giovani vite che qui hanno perso la vita.

Il massiccio è stato triste teatro anche durante la Seconda Guerra Mondiale di lotta partigiana, quando italiani cercarono di resistere alla brutalità nazi-fascista, in loro ricordo con le mani protese verso un cielo più giusto la scultura dedicata al partigiano di Augusto Murer.

Conclusa anche la Seconda Guerra il Grappa ancora non vede la libertà dalle armi: sul versante nord del cima si nota l’ormai fatiscente caserma della NATO dove missili Nike Hercules erano puntati ad est.

Edifici con basi missilistiche che andrebbero restaurate e trasformate, oggi, in un museo di una pagina di storia, di cui poco si conosce.

Sicuramente il monte Grappa rimane uno dei luoghi in cui, oltre a godere di una natura intatta, è una testimonianza storica tra le più complete delle montagne venete.

 

 

 

Tirana

E’ una delle capitali europee maggiormente in evoluzione: se solo si guardono le foto della città di qualche anno fa, quasi non si riconoscono i luoghi. La sola piazza Skanderbeg, 40.000 metri quadri, cambia di anno in anno…

Particolare della statua equestre di Skanderbeg

Tirana festeggerà fra tre anni il suo primo centenario come capitale ed evidentemente si sta preparando al meglio per questo evento.

Sebbene  abbia origini antiche, già romane,  la città appare moderna, con qualche bel palazzo del secolo scorso, come quelli edificati durante il ventennio di dominazione fascista e quelli costruiti sotto la dittatura di Oxha, i quali si affiancano a qualche costruzione più antica come la moschea Ethem Bey con cui convivono armoniosamente.

Particolare della ex mausoleo di Hoxha

E poi i nuovi palazzi, grattacieli che si stagliano attorno alla grande piazza dando vita a un  movimentato skyline.

La nuova moschea in costruzione

La città è una città giovane, molti sono i locali aperti, particolarmente suggestivi quelli realizzati nel block, il vecchio quartiere del politburo comunista.

In una ventina d’anni il vecchio mondo sembra sia stato completamente cancellato, la voglia di recuperare libertà e ricchezza è palpabile e le opportunità lavorative ci sono.

Settembre, tempo per organizzarci!

Esistono diversi capi d’anno! Certo per primo c’è quello ufficiale del primo gennaio. Poi c’è chi avverte la primavera come il momento vero della ri-nascita della vita, chi invece considera il proprio compleanno come l’inizio del nuovo corso e infine chi sente settembre- ottobre quando ,sebbene si annunci l’ultima stagione dell’anno, si riprende un nuovo corso di scuola o lavorativo, dopo l’estate.

Ecco perché, dopo l’euforia che si spera abbiano portato le vacanze estive, per quanto non sempre le aspettative riposte vengano soddisfatte, bisogna prepararsi ad affrontare un altro anno lavorativo, carico di impegni, spesso di noiosa routine.

Settembre è il mese in cui c’è tutto il tempo per organizzarsi: decidere come affrontare al meglio i lunghi mesi invernali, per combattere la monotonia del nostro tran tran quotidiano.

E quindi cercare quel quid che ci possa rinvigorire e, a seconda dei nostri gusti e passioni, decidere una nuova attività stimolante: dall’acqua-gym, al corso di lingua, di critica cinematografica o di cucina…

A voi la scelta!

Restera: da Casale a PorteGrandi

Seconda tappa lungo il Sile, da Casale sul Sile fino a PorteGrandi presso Quarto d’Altino, ingresso alla laguna veneziana.

Il Sile, uno dei fiumi di risorgiva più lunghi d’Europa, ha da sempre rappresentato un’importante risorsa per gli abitanti del luogo, caratterizzandone storia e tradizioni.

Scorcio della chiesa di Musestre

La sua portata, costante tutto l’anno, era sfruttata da mulini e opifici, inoltre rappresentava un’importante via d’acqua per i traffici tra la Marca trevigiana e la Laguna Veneta.

Oggi il fiume continua ad essere vitale per l’agricoltura ma anche per la nuove imprese legate ad un nuovo turismo sostenibile.

La ciclovia, da Casale verso il mare, ci porta ad ammirare un territorio in cui le coltivazioni, mais, viti, frutteti etc.  si distendono sia da una parte che dell’altra del fiume. Si arriva pedalando all’ombra degli alberi che costeggiano gli argini alla frazione di Musestre, sulla riva sinistra del fiume.

Da qui attraversato un ponte si ritorna sugli argini destri, lasciando Quarto d’Altino, fino a giungere alla frazione di PorteGrandi.

Il paesaggio ora cambia completamente: va vegetazione arborea lungo gli argini si fa più scarsa e lo sguardo spazia sull’acqua: inizia la laguna!

Il Sile presso PorteGrandi