Bomboniera: come sceglierla

Comunioni, cresime, matrimoni, è aperta la stagione primaverile! Tante le cose da decidere, scegliere, vestiti, ristorante, fiori……e bomboniere.

Il contenitore di bon-bon è il regalo augurale che gli sposi fanno agli invitati e che poi si allargato ad altre cerimonie festose, nascite, comunioni, cresime, matrimoni e poi lauree e ricorrenze, come nozze d’argento, d’oro etc. Non serve spendere molto basta buon gusto e sempre, una confezione curata, che si può provvedere, per chi ha tempo e un po’ di manualità, a realizzare in casa, con un notevole risparmio.

Classici sono il piattino, la ciotolina, la piccola scatola, adattissimi a contenere le cinque mandorle, ognuna delle quali simboleggia un preciso auspicio: salute, ricchezza, felicità, longevità, fertilità. I materiali e le fogge possono essere le più disparate, cristallo, vetro, porcellana, materiali naturali, dal legno alla rafia. Il tutto viene confezionato con tulle e nastri che variano a seconda delle scelte individuali. I confetti invece cambiano la colorazione a seconda della cerimonia: bianco per comunioni e cresime e matrimoni, celeste o rosa per le nascite, rosso per le lauree.

Si possono usare come bomboniera anche piccoli oggetti, soprattutto se questi simboleggiano una peculiarità dei festeggiati: statuine, vasi, quadretti, portachiavi etc. Molto in voga ultimamente le bomboniere solidali: sono molte le associazioni benefiche che diventano simbolo di un impegno sociale da condividere con gli invitati: in genere sono realizzate artigianalmente con materiali poveri.

Uscita in barca: cosa mettere nella sacca?

Siamo un paese di marinai..

E chi non ha un amico, parente che abitualmente  trascorre le sue vacanze in barca? E spesso un invito, per una fine settimana, può arrivare…e nulla ci deve cogliere  impreparate!  Aprile con i primi caldi, Pasqua e ponti vari dà il via alle uscite in barca.

Ecco alcune indicazioni su cosa portare in valigia per chi non è tanto pratico della vita in barca, senza fare brutte figure e creare difficoltà, perché come è risaputo in barca si possono rompere amicizie ventennali.

Prima di tutto abbandonare i trolley a casa e qualsiasi valigia rigida. Imperativo una sacca o borsa morbida da riempire con costumi da bagno (almeno un paio), pareo, telo-mare, berretto, bermuda, jeans, maglietta maniche corte, maglietta maniche lunghe, felpa o maglioncino, scarpe da barca con suola in gomma o scarpe da ginnastica, ciabatte gomma, cerata con cappuccio.

E poi come fa la mia amica Gloria, portare allegria e tanta voglia di mare!

RICCHEZZE DEL TERZO MILLENNIO

Quali sono e saranno le ricchezze del terzo millennio? Il tempo e lo spazio.

La nostra vita è sempre più frenetica, sempre più impegni, lo sappiamo, lo viviamo. Il nostro pianeta è sempre più popolato, lo spazio, l’aria ci mancheranno sempre di più. Le nostre città diventano sempre più anguste, gli appartamenti claustrofobici e poi quando finalmente arrivano le vacanze tutto si può trasformare in un incubo. Spiagge super affollate, code per entrare nei musei, attese sfibranti prima di essere serviti …

Allora perché non provare a modificare il modo di viaggiare?

Il turismo di massa ha fatto la sua epoca e lo lasciamo a chi ha poca voglia di mettersi in gioco ed è mentalmente pigro.

Il backpacking che significa viaggiare con la zaino in spalla, è un concetto vasto e affascinante, si riferisce ad un viaggiatore che ha come scopo la conoscenza diretta del mondo e nel contempo conoscenza di se stesso: cercare di vivere secondo i ritmi e le abitudini del luogo, conoscere le persone, le culture, le tradizioni.

Esattamente il contrario di quello che affermava il tenente tedesco August von Kageneck, nel 1941, arrivando nella Parigi occupata dai nazisti: ” ..avevamo regole rigide, dovevamo vestirci in modo impeccabile, non dovevamo avere contatti con la popolazione: avevamo inventato il turismo di massa“.

E’ un modo di viaggiare che erroneamente a quello che si può pensare non appartiene esclusivamente ai giovani squattrinati, ma sempre di più coinvolge una classe sociale, un po’ di nicchia, di cultura medio-alta e con buone possibilità economiche.

Procedere lentamente, scegliere le vie meno battute e assaporare i profumi i colori della natura, sono solo alcune delle esperienze uniche che rimangono fisse nella mente. Ogni viaggio si trasforma in un vero e proprio cammino!

Inoltre è un modo di viaggiare alla cui alla base c’è il rispetto dell’ambiente  e la consapevolezza che tutti quanti noi abbiamo l’obbligo di preservare il mondo per le future generazioni.

 

Shopping bag d’autore

Sono comodissime, le shopping bag, ma soprattutto divertenti e uniche!

Ognuna di loro, in piccolo, è un quadro, e come questo è unico e firmato.

, artista, dipinge quadri materici pieni di colori, a volte realizzati con il riuso di materiali di scarto, estramente suggestivi e, uscire a comprare il pane, con una borsa “unique sample” può trasformare le incombenze del quotidiano in una piccola lezione di stile!

E, come dice l’autore le sue shopping bag sono una nuova idea di riciclo grazie all’intervento pittorico con strati di inchiostro plastico e alla successiva stampa serigrafica. Le texture sono ottenute da testi scritti a mano, vecchi trasferibili Letraset, elementi floreali e decorazioni fantastiche, impressi direttamente sulla matrice serigrafica prima del processo di stampa.

https://www.quag.com/it/thread/28883/a-bags-life-unique-sample

Vintage ma con parsimonia

Vintage sembra diventata una parola d’ordine, quando non si sanno giustificare le scarpe stinte o quando la gonna è decisamente di una lunghezza inopportuna che non ci dona e che ci trasforma in spaventapasseri pittoreschi.

Io adoro le cose che hanno storia, qualsiasi cosa, dagli abiti all’arredamento, ma solo se questi oggetti diventano nostri, solo se ce ne appropriamo. In primis cerchiamo tra le robe vecchie di famiglia, nei bauli, nelle soffitte, sicuramente si troveranno le vecchie foto degli zii, lo scialle ricamato della nonna e con un po’ di fortuna un vecchio tavolo da gioco di qualche trisavolo.

Quindi ridiamo vita alle testimonianze del nostro passato ma sempre studiando abbinamenti che ci donino e che siano al passo con i tempi.

Se proprio non si resiste all’acquisto del capo vintage, mercatini di questo genere si trovano ormai in tutte le città italiane così come negozi specializzati nel settore.

Fate sempre attenzione soprattutto per gli abiti, controllate che la stoffa non sia tarmata o troppo usurata, per la pelletteria in genere accertatevi sempre che le cuciture siano perfette, gli angoli e le piegature non usurate.

 camicetta fine anni ’50, di mia madre, in raso di seta, che in genere abbino con una gonna tubino marrone o con un paio di jeans

Il taxi è chic

Chi di voi non ha presente quelle scene di film americani,  dove da un’auto gialla, insignificante, si vedono sbucare un paio di gambe perfette  che  una volta sul marciapiede stanno in perfetto equilibrio su tacchi vertiginosi.

Qui in Italia siamo più legate all’auto di proprietà, ma se non si ha una vera esigenza di spostarsi quotidianamente con la macchina, perché non sbarazzarsene e fare una scelta più ecologica, più economica e anche più charmant.

Se abitiamo in una città grande o piccola che sia, calcoliamo in quanto tempo raggiungiamo il posto di lavoro con mezzi alternativi alle quattro ruote, tram, bicicletta, piedi. E la zona dove abitiamo è sufficientemente servita?

Se il posto di lavoro lo raggiungiamo facilmente in metro o a piedi, se abbiamo sotto casa gli alimentari e magari, a pochi passi, il mercatino dell’orto-frutta a chilometro zero, beh perché non vendere la nostra auto?

Il risparmio annuale di un’utilitaria che faccia 10.000 chilometri circa, si aggira attorno ai 3.200 euro ( dati che si trovano sui giornali finanziari).

Pensate, con questa cifra, quante volte potrete scendere da un taxi ed arrivare direttamente all’ingresso del teatro e nel contempo risparmiare!

Iniziamo dalle Scarpe!

Pochi soldi ma spesi bene. E’ regola base.  Prima di iniziare lo shopping sapere quello che veramente serve. Iniziamo dalle scarpe. Ovvio!

Controlliamo le nostre vecchie calzature, quelle adatte alla primavera: per prima cosa eliminiamo quelle  sformate, scolorite, quelle decisamente fuori moda!  Attenzione a tacchi e punte: sono l’indice incontrovertibile dell’età!

E senza rimpianti facciamo spazio in scarpiera: regaliamo alla Caritas o a qualsiasi altra associazione benefica quelle scarpe che hanno già abbastanza camminato con noi.

Bastano 5 paia di scarpe per affrontare gran parte delle occasioni che sicuramente la primavera ci riserva: sneaker, ballerine, décoltèe, mocassini, d’Orsay.

                                                                                                          SNEAKERS

Non sono poi tante  e sicuramente un paio di ballerine o il classico décolleté già son presenti nella scarpiera, quindi  se dobbiamo investire nelle calzature, scegliamo scarpe possibilmente in materiali naturali, pelle, cuoio, tela, etc.

Le scarpe sono importanti perché i nostri piedi sono importanti!