ISOLE IONIE TRA MITOLOGIA E REALTA’

“Né più mai toccherò le sacre sponde
dove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell’onde
del greco mar da cui vergine nacque…”
(U. Foscolo, ‘A Zacinto’)

 

A caccia di uno scampolo d’estate, quando qui ormai il tempo aveva portato piogge ed un brusco abbassamento delle temperature, l’ultima settimana di settembre sono letteralmente fuggita nelle isole greche del Mar Ionio, l’antico Eptaneso.
La vacanza è stata un pretesto, infatti forte era il desiderio di trascorrere qualche giorno in barca a vela, contesto al quale (come ho già avuto modo di scrivere) mi rivolgo appena possibile per vivere le mie giornate tra cielo e mare, seguendo semplicemente i ritmi scanditi dall’alternanza di luce e buio, di giorno e notte, assecondando ciò che il meteo ci riserva.
Ma questa volta il mio viaggio ha assunto un significato che non mi aspettavo… Senza averlo messo in conto prima, ben presto ho compreso che stavo navigando in luoghi importanti, senza dubbio famosi, dei quali ciascuno di noi ha avuto modo di sentire narrare ai tempi della scuola. E questo mi ha fatto sentire in qualche modo ancor più fortunata…
Imbarcate a Lefkàda io e le mie compagne di viaggio, al momento del briefing col nostro skipper Andreas, abbiamo manifestato il desiderio di arrivare fino all’isola posta più a sud, Zacinto tanto amata dal poeta Ugo Foscolo.
Il tempo a disposizione non era molto, le miglia da percorrere invece parecchie, perciò la nostra discesa verso sud è iniziata toccando prima le isole di Meganisi e Atokos per arrivare poi a Itaca: lì, attraccati lungo la banchina proprio dietro la statua dedicata ad Ulisse, come potevo non tornare con la mente all’Odissea?

Odisseo ad Itaca

Non solo il balzo indietro ai tempi del liceo è stato immediato ma, passo dopo passo vagabondando senza meta su quella terra, ho realizzato di trovarmi negli stessi luoghi mitologici sapientemente descritti da Omero: mi è presa una strana sensazione, mi sembrava in qualche modo di essere io stessa parte della leggenda…
Ma non era finita lì: da Itaca siamo salpati alla volta di Cefalonia e qui la mitologia ha lasciato il posto alla storia, al ricordo dell’eccidio che in quest’isola si è consumato da parte dei tedeschi nei confronti di soldati italiani durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il giorno seguente una lunga traversata ci ha portate finalmente a Zacinto! Abbiamo attraccato a nord-est dell’isola e quei luoghi ancora incontaminati e poco sfruttati dal turismo hanno saputo ripagarci delle fatiche del viaggio: eravamo finalmente giunte nell’isola tanto cara al Foscolo. Impossibile non ricordare il famoso sonetto composto dal poeta durante il suo esilio in terra straniera che, magari forzatamente, i nostri insegnanti ci hanno fatto studiare a scuola!

Zacinto

Da lì è poi iniziato il rientro; la vacanza volgeva al termine e bisognava tornare verso nord fino al punto di partenza.
I bagni di sole e le nuotate in quelle acque ancora tiepide nonostante la stagione avanzata hanno avuto un sapore diverso… questo non è stato un viaggio fine a sé stesso, stavolta mi sono ritrovata in qualche modo catapultata nella storia, anzi nella leggenda! Una sensazione strana ma assolutamente piacevole, il cui ricordo mi accompagnerà ancora a lungo quando ripenserò a quelle giornate di fine estate.

GLORIA

Settembre, tempo per organizzarci!

Esistono diversi capi d’anno! Certo per primo c’è quello ufficiale del primo gennaio. Poi c’è chi avverte la primavera come il momento vero della ri-nascita della vita, chi invece considera il proprio compleanno come l’inizio del nuovo corso e infine chi sente settembre- ottobre quando ,sebbene si annunci l’ultima stagione dell’anno, si riprende un nuovo corso di scuola o lavorativo, dopo l’estate.

Ecco perché, dopo l’euforia che si spera abbiano portato le vacanze estive, per quanto non sempre le aspettative riposte vengano soddisfatte, bisogna prepararsi ad affrontare un altro anno lavorativo, carico di impegni, spesso di noiosa routine.

Settembre è il mese in cui c’è tutto il tempo per organizzarsi: decidere come affrontare al meglio i lunghi mesi invernali, per combattere la monotonia del nostro tran tran quotidiano.

E quindi cercare quel quid che ci possa rinvigorire e, a seconda dei nostri gusti e passioni, decidere una nuova attività stimolante: dall’acqua-gym, al corso di lingua, di critica cinematografica o di cucina…

A voi la scelta!

MONTAGNE PER L’ETERNITA’

Mi piace osservare il profilo delle montagne soprattutto quando le luci sono smorzate o quando si preannuncia un cambiamento improvviso del tempo.

Mi piace osservare la loro silhouette:  ho quasi la sensazione che all’interno di questi massicci rocciosi ci sia vita, una vita eterna, imprigionata nella roccia.

Sicuramente queste immagini mi appartengono fin da piccola, quando leggevo le Fiabe e Leggende delle Dolomiti della Pina Ballario. E così per me il Sorapìs è sempre stato un sovrano,  troppo buono con la figlia Misurina, capricciosa e cattiva…E così il Cristallo, le torri del Vaiolet o la Croda Rossa …per me sono sempre state personificazione rocciose…

Quando si cammina in montagna ogni cima, ogni cengia e  forcella ha un nome e una storia: la percezione è quella di una vita propria interiore di queste rocce che soprattutto, in certi momenti della giornata, sembra quasi debbano improvvisamente muoversi e parlarci…

Ma se si è in grado di ascoltare i silenzi si può imparare molto…

Campanile di Val Montanaia

Restera: da Casale a PorteGrandi

Seconda tappa lungo il Sile, da Casale sul Sile fino a PorteGrandi presso Quarto d’Altino, ingresso alla laguna veneziana.

Il Sile, uno dei fiumi di risorgiva più lunghi d’Europa, ha da sempre rappresentato un’importante risorsa per gli abitanti del luogo, caratterizzandone storia e tradizioni.

Scorcio della chiesa di Musestre

La sua portata, costante tutto l’anno, era sfruttata da mulini e opifici, inoltre rappresentava un’importante via d’acqua per i traffici tra la Marca trevigiana e la Laguna Veneta.

Oggi il fiume continua ad essere vitale per l’agricoltura ma anche per la nuove imprese legate ad un nuovo turismo sostenibile.

La ciclovia, da Casale verso il mare, ci porta ad ammirare un territorio in cui le coltivazioni, mais, viti, frutteti etc.  si distendono sia da una parte che dell’altra del fiume. Si arriva pedalando all’ombra degli alberi che costeggiano gli argini alla frazione di Musestre, sulla riva sinistra del fiume.

Da qui attraversato un ponte si ritorna sugli argini destri, lasciando Quarto d’Altino, fino a giungere alla frazione di PorteGrandi.

Il paesaggio ora cambia completamente: va vegetazione arborea lungo gli argini si fa più scarsa e lo sguardo spazia sull’acqua: inizia la laguna!

Il Sile presso PorteGrandi

Aromatizzare in Cucina

L’uso in cucina, di erbe aromatiche, non solo impreziosisce i sapori delle pietanze, ma apporta importanti benefici alla nostra salute.

Ogni pianta ha delle proprietà peculiari. Il timo per le sue qualità antivirali, il rosmarino e l’ origano combattono e quindi prevengono il diabete, la salvia, che significa salvare, grazie alle sue proprietà benefiche, conosciute fin dall’antichità, sono tra le specie che più sono proprie del bacino mediterraneo, facili da reperire e normalmente apprezzate perché riconosciute dal nostri palati.

Riscopriamo il consumo delle piante aromatiche, possibilmente fresche ( sono tutte coltivabili in vaso), per insaporire ogni piatto, come facevano abitualmente i nostri avi, fin dall’antiche epoche egizia e romana, e non circoscritto alle carni ma a tutti i cibi, compresi i dolci.

Confettura di pesche e timo
1 kg di pesche, 1 limone scorza e succo, 300 g di zucchero, un cucchiaio di foglioline di timo, 50 g di mandorle affettate
Pulire e sbucciare le pesche, unirvi il succo e la scorza del limone, lo zucchero e portare a ebollizione e mantenere la cottura, eliminando la schiuma che  si forma (ottima da bere come succo), unire infine le mandorle e il timo.

 

MANGIAR BENE = TUTELA DELL’AMBIENTE

Dieta mediterranea per vivere bene, più a lungo e prevenire molte malattie! Un assioma risaputo, ormai.

Il modello alimentare del bacino del mediterraneo vince alla grande rispetto al modello anglosassone-americano. E la vittoria è totale perché non interessa unicamente i benefici che questo stile di vita dà alla salute ma comprende anche il risparmio e la tutela dell’ambiente.

Risparmio individuale, circa 230 euro l’anno per una famiglia media, di 4 persone. E salvaguardia del nostro pianeta

Eccone i motivi:

  • la dieta mediteranea è basata oltre che dalla produzione ceralicola anche su un abbondante uso di frutta e verdura, legate all’andamento stagionale, garantendo così freschezza e costo minore.
  • la filiera per queste prodotti è generalmente corta, quindi meno inquinamento causato da lunghi trasporti.
  • la carne, nella dieta mediterranea non è assolutamente bandita, ma sicuramentte assai ridotta rispetto al modello americano, basato principalmente sull’uso quotidiano di carni e grassi animali, che richiedono un consumo di acqua importante ( gli allevamenti sono tra le attività che maggiormente necessitano di acqua dolce. E anche fa bene non solo alle  proprie finanze ma soprattutto assicura un risparmio delle risorse del pianeta.

Montagna o la ami o a odi

Credo non ci possano essere mezze misure di fronte alla grandezza delle montagne: o ne sei completamente ammaliato o al contrario rimani indifferente e di conseguenza estraneo.

La montagna significa prima di tutto sacrificio, fatica, solitudine….poi tutto questo si trasforma in conquista, benessere, ricchezza…..in un’unica parola felicità.

                                            Forcella Staunies – gruppo del Cristallo – Dolomiti

Conquistare una vetta, per strada normale, per via ferrata o per scalata, non importa come, dà una sensazione indescrivibile….è l’arrivare in alto!

Una metafora che si rispecchia nella vita poi di tutti i giorni, con il lavoro, con le relazioni sociali etc.

Il camminare in montagna implica fatica così come le attività di coltura strettamente legate all’orografia montana, il lavoro della terra è sempre duro ma se fatto in montagna è durissimo. Però poi le soddisfazioni sono molte.

Il vero montanaro ha un enorme rispetto della natura perché sa che se violentata questa prima o poi si vendica.

Ho sempre amato la montagna, non solo quella delle grandi imprese, ma anche quella più nascosta ed intima, quella dei boschi solitari dove si respira a pieni polmoni natura, delle malghe verdi  e dei cieli così vicini: in questi luoghi mi sento parte integrante dell’ universo.

                                                            Malga Nemes – Sesto – Alto Adige

 

 

QUINOA, la madre di tutti i semi

Ho scoperto la quinoa anni fa, durante un viaggio in Perù: una volta assaggiata non ne ho più fatto a meno: ad ogni pasto mi fiondavo su questa pietanza, preparata in vari modi e i miei compagni d’avventure, che provavano gli altri piatti della cucina peruviana, non apprezzavano la mia scelta monotematica.

Ora per mio grande sollievo la quinoa è diventata di “moda” e si trova in qualsiasi supermercato. Questo seme, chiamato in lingua quechua chisiya mama, cioè “madre di tutti i semi”, appartiene alla famiglie delle barbabietole e viene erroneamente scambiato per un cereale – quindi adatto nelle diete povere di carboidrati o per le persone che soffrono di celiachia – può essere consumato come primo piatto, come contorno, o come base di insalate.

Moltissime sono le ricette: eccone una molto semplice che ho imparato dalla tradizione andina:

Per 4 persone:

Far bollire in 5 tazze di acqua circa, per una ventina di minuti, una tazza di quinoa, insieme a una cipolla, una carota, una gamba di sedano e uno zucchino finemente tagliati. A fine cottura inserire un etto circa di formaggio tipo fontina.

E’ un piatto molto leggero che può essere consumato anche alla sera. Nelle serate estive, servita tiepida, è deliziosa.

 

Membri di Famiglia….

Le statistiche sono inconfutabili, una famiglia su quattro vive con uno o più animali domestici: cani e gatti ovvio, ma anche uccellini, pesci, criceti, tartarughe etc…

Quasi la totalità di chi possiede un cane o un gatto, considera l’animale parte integrante della famiglia e sempre di più l’opinione pubblica è orientata nel ritenerli una compagnia importante.

                                                      Gloriana con Ziva e Ava

E’ un dato di fatto che i nostri amici a quattro zampe portano benessere psicologico: sappiamo che nei reparti pediatrici, dalle prime sperimentazioni di pet therapy, si sta passando ormai alla norma…

Un bambino cresce più sereno e più tranquillo, addirittura dagli ultimi dati i bambini in età scolare, che vivono con un cane o con un gatto, si ammalano meno, migliorano le relazioni interpersonali e vincono le fobie.

                                      Puk e Lilith in posizione yin e yang

Poi per gli anziani l’animale da compagnia è un vero  “farmaco” naturale: portare a spasso il cane fa bene e, gli effetti salutari sul fisico e sulla psiche sono ben percepibili. La cura quotidiana di cui necessitano, il mangiare, la pulizia, la passeggiata, sono un impegno costante che alla persone anziane regalano un diffuso benessere, dato soprattutto dal sentirsi importanti e indispensabili.

E i nostri cani e  gatti come ci ripagano?

Con un amore incondizionato!

                                                                         Lilith

 

 

Un mondo di lavanda

E’ un’esperienza unica camminare in mezzo ai campi di lavanda in fiore…l’aroma che sprigionano le piante invade completamente l’aria e si ha la sensazione di freschezza, di pulito, per l’appunto di lavato…da cui l’origine del nome.

La lavanda viene coltivata principalmente in Provenza, dove ci sono dei veri e propri itinerari da percorrere, in Italia e un po’ in tutto il bacino mediterraneo. Due sono le varietà di questa pianta delle Lamiaceae, la Lavandula Officinalis e la lavanda ibrida, comunemente chiamata Lavandino, che sono messe a coltura in Europa.

La prima viene usata in medicina ed erboristeria, mentre la specie ibrida, creata negli anni Cinquanta del secolo scorso,  tra un incrocio della lavanda vera e la lavanda spigo, viene usata in profumeria avendo un aroma molto più forte e leggermente canforato ma sempre fresco e piacevole.

La pianta è conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà  calmanti, ansiolitiche, antimicrobiche e infiammatorie. L’olio essenziale va molto bene per lenire la pelle, contro le punture di insetti, leggere emicranie dovute soprattutto a stati di stress, e per alleviare i sintomi del raffreddore.

Le tisane di lavanda sono ottime per favorire il sonno e diminuire l’ansia. Mentre un metodo naturale contro le zanzare e nel contempo aiutare il riposo notturno è aromatizzare la camera da letto con l’olio essenziale di lavandino o con una candela profumata alla lavanda.

Sempre le proprietà dell’olio essenziale – ne bastano una decina di gocce – sono validissime per un bagno rilassante, mentre la lavanda o landino essiccati sono ottimali da tenere nei cassetti della biancheria e negli armadi del cambio stagione, perché oltre a sprigionare un piacevole senso di freschezza, sono potenti antitarme.

Dall’epoca antica dei romani il fiore viola- blu a forma di spiga è conosciutissimo: ecco il mio consiglio: oltre ad avere in casa sempre una boccetta di olio essenziale, date spazio, in un angolo del vostro giardino ad un’aiuola di lavanda: darete un tocco di colore e l’aroma che godrete è senz’altro efficace!