Aromatizzare in Cucina

L’uso in cucina, di erbe aromatiche, non solo impreziosisce i sapori delle pietanze, ma apporta importanti benefici alla nostra salute.

Ogni pianta ha delle proprietà peculiari. Il timo per le sue qualità antivirali, il rosmarino e l’ origano combattono e quindi prevengono il diabete, la salvia, che significa salvare, grazie alle sue proprietà benefiche, conosciute fin dall’antichità, sono tra le specie che più sono proprie del bacino mediterraneo, facili da reperire e normalmente apprezzate perché riconosciute dal nostri palati.

Riscopriamo il consumo delle piante aromatiche, possibilmente fresche ( sono tutte coltivabili in vaso), per insaporire ogni piatto, come facevano abitualmente i nostri avi, fin dall’antiche epoche egizia e romana, e non circoscritto alle carni ma a tutti i cibi, compresi i dolci.

Confettura di pesche e timo
1 kg di pesche, 1 limone scorza e succo, 300 g di zucchero, un cucchiaio di foglioline di timo, 50 g di mandorle affettate
Pulire e sbucciare le pesche, unirvi il succo e la scorza del limone, lo zucchero e portare a ebollizione e mantenere la cottura, eliminando la schiuma che  si forma (ottima da bere come succo), unire infine le mandorle e il timo.

 

FIORI IN CUCINA

Impiegati dai greci e dai romani per insaporire pietanze, nel Rinascimento dai cuochi italiani che amavano i fiori di zucca, le marmellate di fiori di rosmarino o di petali di rosa: l’uso dei fiori nella cucina non è una moda da nouvelle coisine,  le radici sono ben antiche e si ritrovano un po’ in tutte le culture gastronomiche, dalla nostra occidentale a quella cinese e indiana.

Prima di utilizzare i fiori in cucina, bisogna essere sicuri che questi siano edibili  e non tossici.

Sebbene esistano ditte specializzate nel commercio di fiori edibili, è preferibile consumare fiori che si sono personalmente coltivati, non certo quelli che si acquistano dal fiorista che sono trattati con agenti chimici e pesticidi, parimenti sconsigliato il consumo di fiori colti per strada o nei giardini pubblici.

Utilizzare unicamente i petali, rimuovendo pistilli e i gambi.

Una semplice tagliata può diventare unica con l’aggiunta della calendula, mentre il sapore del pesce viene esaltato dal gelsomino. E che dire della rosa, della regina indiscussa di tutto il mondo floreale? Tante sono le ricette di facile esecuzione che offrono un tocco di eleganza e raffinatezza anche a piatti semplici con, tra l’altro, un risparmio: i fiori li abbiamo già in casa!

Con i petali dei gerani, che è facile coltivare in vaso nei giardini o sui davanzali  delle finestre, si preparano semifreddi, sorbetti, vini, liquori ed anche marmellate da accompagnare ai formaggi.

Prendere della ricotta fresca, unire un cucchiaio di olio, un pizzico di sale, del pepe, dell’erba cipollina tritata finemente, mescolare bene. Unire dei petali di geranio e tritati grossolanamente e mescolare bene. Servire in ciotole rivestite con foglie di insalata.

 

MANGIAR BENE = TUTELA DELL’AMBIENTE

Dieta mediterranea per vivere bene, più a lungo e prevenire molte malattie! Un assioma risaputo, ormai.

Il modello alimentare del bacino del mediterraneo vince alla grande rispetto al modello anglosassone-americano. E la vittoria è totale perché non interessa unicamente i benefici che questo stile di vita dà alla salute ma comprende anche il risparmio e la tutela dell’ambiente.

Risparmio individuale, circa 230 euro l’anno per una famiglia media, di 4 persone. E salvaguardia del nostro pianeta

Eccone i motivi:

  • la dieta mediteranea è basata oltre che dalla produzione ceralicola anche su un abbondante uso di frutta e verdura, legate all’andamento stagionale, garantendo così freschezza e costo minore.
  • la filiera per queste prodotti è generalmente corta, quindi meno inquinamento causato da lunghi trasporti.
  • la carne, nella dieta mediterranea non è assolutamente bandita, ma sicuramentte assai ridotta rispetto al modello americano, basato principalmente sull’uso quotidiano di carni e grassi animali, che richiedono un consumo di acqua importante ( gli allevamenti sono tra le attività che maggiormente necessitano di acqua dolce. E anche fa bene non solo alle  proprie finanze ma soprattutto assicura un risparmio delle risorse del pianeta.

UN VIAGGIO, UN LIBRO….

Ho vissuto in casa Bennet, nell’Inghilterra del primo Ottocento, son stata spesso in stanze ammobiliate, fredde e tristi, buttata su un sofà vicino ad un samovar, ho poi lottato contro l’ingiustizia del mondo, ho imparato molto dall’abate Faria….

Potrei dilungarmi fino alla noia…e già, ogni libro è un viaggio, un viaggio unico perché non solo spaziale ma anche temporale. A volte, questi luoghi vissuti, sono riuscita a vederli: ho cercato un confronto, ho ricercato delle emozioni provate durante la lettura…ma non sempre, aihmè, tutto è automatico.

Il più delle volte il viaggio fisico, concreto, riserva nuove sensazioni, che si vanno a giustapporre a quelle che si erano vissute attraverso occhi altrui…Questo si trasforma in un gioco divertente, parallelismi costanti, e nuove impensate scoperte…

Ho viaggiato molto di più con la mente perché i libri danno la possibilità di immergersi completamente in culture diverse, lontane, di centinaia di anni e di centinaia di miglia…

Con i libri ho vissuto “le passate stagioni e la presente e viva” e son volata negli spazi infiniti dell’universo.

Un mondo di lavanda

E’ un’esperienza unica camminare in mezzo ai campi di lavanda in fiore…l’aroma che sprigionano le piante invade completamente l’aria e si ha la sensazione di freschezza, di pulito, per l’appunto di lavato…da cui l’origine del nome.

La lavanda viene coltivata principalmente in Provenza, dove ci sono dei veri e propri itinerari da percorrere, in Italia e un po’ in tutto il bacino mediterraneo. Due sono le varietà di questa pianta delle Lamiaceae, la Lavandula Officinalis e la lavanda ibrida, comunemente chiamata Lavandino, che sono messe a coltura in Europa.

La prima viene usata in medicina ed erboristeria, mentre la specie ibrida, creata negli anni Cinquanta del secolo scorso,  tra un incrocio della lavanda vera e la lavanda spigo, viene usata in profumeria avendo un aroma molto più forte e leggermente canforato ma sempre fresco e piacevole.

La pianta è conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà  calmanti, ansiolitiche, antimicrobiche e infiammatorie. L’olio essenziale va molto bene per lenire la pelle, contro le punture di insetti, leggere emicranie dovute soprattutto a stati di stress, e per alleviare i sintomi del raffreddore.

Le tisane di lavanda sono ottime per favorire il sonno e diminuire l’ansia. Mentre un metodo naturale contro le zanzare e nel contempo aiutare il riposo notturno è aromatizzare la camera da letto con l’olio essenziale di lavandino o con una candela profumata alla lavanda.

Sempre le proprietà dell’olio essenziale – ne bastano una decina di gocce – sono validissime per un bagno rilassante, mentre la lavanda o landino essiccati sono ottimali da tenere nei cassetti della biancheria e negli armadi del cambio stagione, perché oltre a sprigionare un piacevole senso di freschezza, sono potenti antitarme.

Dall’epoca antica dei romani il fiore viola- blu a forma di spiga è conosciutissimo: ecco il mio consiglio: oltre ad avere in casa sempre una boccetta di olio essenziale, date spazio, in un angolo del vostro giardino ad un’aiuola di lavanda: darete un tocco di colore e l’aroma che godrete è senz’altro efficace!

 

Come conservare le melanzane

Con l’estate, stagione così ricca di frutta e ortaggi inizia il momento clou per le conserve, da poter poi assaporare tutto l’anno, anche nei mesi invernali, e che, perché no, possono servire come deliziosi presenti natalizi.

La melanzana è un ortaggio che si presta molto bene ad essere conservato e molte sono le ricette facili che si eseguono senza l’uso di fornelli.

Melanzane sott’olio:

Dopo avere tolto la buccia delle melanzane, indifferentemente tonde o lunghe, si tagliano a rondelle dello spessore di mezzo centimetro e si depongono in uno scolapasta cospargendole di sale grosso , si coprono con un canovaccio e sopra si mette un peso ( barattolo pieno ad esempio). Si tengono così per 24 ore. Dopo si immergono in una terrina con aceto bianco e succo di limone ( pari quantità) e si tengono per altre 24 ore. Passato strizzano e si depongono nei vasetti con uno spicchio d’aglio, peperoncino, origano coprendono con ottimo olio d’oliva. Aspettare almeno un paio di settimane prima di consumarle.

Sono buonissime.

 

Cibo di strada: Bretagna

Quando giunsi la prima volta in Bretagna, nella zona di Cancale, battuta dal vento, quello che avvertii in maniera forte, inaspettata, fu un profumo di ostriche unico. E per me, che ho sempre amato questi molluschi, era sentire la migliore eau de toilette. Percorrendo le stradine lungo la costa ci imbattemmo in piccoli chioschi che vendevano ostriche, rigorosamente  piatti da sei o dai suoi multipli. Mangiare le ostriche così, lungo la via, potendo scegliere, osservare come le aprono, sedendosi su una sedia sgangherata e guardando il mare è stata un’esperienza che ho ben impressa nei miei ricordi: fu un assaporare con più sensi, prima il profumo di cui l’aria era pervasa insieme al suono del vento, poi la vista, il tatto e infine il gusto …

Il consumo di cibo per strada consente di mangiare in maniera informale, meno costosa rispetto a ristoranti e trattorie. Secondo recenti stime della FAO , nel mondo quotidianamente  2 miliardi e mezzo di persone si cibano per strada. Lo Street Food non è peculiare solo nei paesi in via di sviluppo per i quali rappresenta una delle possibilità per soddisfare i bisogni alimentari, ma lo si trova in tutti i paesi del mondo, anche quelli come, ad esempio, Francia e Italia, che hanno una consacrata tradizione culinaria.

Quali sono le tipologie del cibo che si consumano per strada? Il finger food, gli snack, che sono legati alla tradizione anglosassone, ma anche tutti quelli della tradizione alimentare mediorientale ed asiatica ma anche quelle delle varie cucine regionali europee.

In Bretagna le occasioni di mangiare cibo di strada sono veramente invitanti: in qualsiasi paesino si può far colazione con le galette di grano saraceno, o con un semplice panino con il loro saporito formaggio, o gustando un piatto di moules (cozze) al roqueford, come abbiamo trovato in un baracchino a Saint-Malo, accompagnando il tutto con una buona birra.

E come aperitivo?  Un bicchiere di sidro.

 

Nomadi Digitali: lavoro del futuro!

                                                    foto di Andrea Margarita

E’ risaputo che tempo e spazio sono e saranno sempre di più, le ricchezze di questo millennio, tempo e spazio che si coniugano in tanti modi. Uno di questi sicuramente è il lavoro, un lavoro che ha bisogno di tempi propri, non strettamente legati a timbrature di cartellino e di spazi pressoché infiniti: ecco il nomadismo digitale!

Chi sono i nomadi digitali?  Tutti coloro che  conoscono molto bene il Web e che riescono a  sfruttare ogni tecnologia informatica per migliorare la propria vita ed essere liberi da ogni imposizione che un lavoro “fisso” comporta. Si può viaggiare in qualsiasi parte del mondo con il proprio portatile purché ci sia una connessione internet. Non è necessario avere un ufficio statico, ma da qualsiasi caffetteria, stanza d’hotel, aeroporto si può con tranquillità svolgere le proprie funzioni.

Sono i pionieri di una nuova era, basata sulla mobilità e sull’indipendenza, in un mondo che ormai non ha più barriere, dove chi non è connesso è out. Il nomade digitale è un minimalista, propende per un risparmio nei consumi, per un rispetto generale all’ambiente, dando come priorità valore proprio al tempo allo spazio e quindi alla propria libertà.

Sono sorti molti siti specializzati che danno indicazioni precise per chi ha intenzione di intraprendere una carriera viaggiando e scoprire il mondo: quali sono le competenze necessarie, i canali giusti, i servizi più richiesti, i contatti opportuni etc.

Tutti i siti del settore avvertono però che i guadagni, soprattutto all’inizio non sono alti, spesso inferiori a quelli che il posto fisso può garantire, e anche il monte ore di lavoro, supera le otto giornaliere, ma non importa perché quel senso di libertà, di poter essere ovunque, di lavorare di notte, magari al mare, dall’altra parte del mondo è impagabile!

Metodi Naturali contro le Zanzare

Mettiamo sui nostri poggioli geranei, lavanda e citronella, circondiamoci di erbe aromatiche come menta, salvia e rosmarino, chi ha un giardino pianti un bell’arbusto di catambra tutte piante belle e che emanano un buon odorato, per noi non eccessivamente forte, ma veramente pestilenziale per le zanzare.

Oltre a decorare davanzali, terrazzi e giardini con piante scaccia-zanzare, possiamo adottare altri metodi naturali, senza dovere intervenire con l’uso di insetticide, zampironi ect che sono dannosi anche alla nostra salute, nonché un costo che si può eliminare.

Poi ci sono li oli essenziali come la lavanda che è consigliabile in camera da letto che oltre a tener lontane le zanzare concilia il sonno, l‘eucalipto, la citronella, il geranio.

Non sarebbe male poi posizionale ad un muro esterno della propria abitazione una bat box: i chirotteri sono animali efficaci non solo contro zanzare ma anche mosche moscerini, mangiando in una notte anche 2000 insetti.

 

E poi un altro ritrovato super ecologico contro le zanzare, compresa la tigre, è il bicchiere d’acqua ovvero le  ovitrappole. Sappiamo che zanzare amano l’acqua stagnante necesseria alla loro riproduzione, nella quale depongono le uova che in pochi giorni si schiudono. E’ sufficiente riempire un contenitore, preferibilmente di colore scuro, con dell’acqua e posizionarlo sul terreno in un luogo ombroso. Ogni quattro, cinque giorni va svuotato sulla stessa terra, sciacquato e riempito nuovamente. Se si è impossibilitati a questa operazione da farsi con cadenza si possono acquistare le ovitrappole fornite di retina che impedisce lo sfarfallamento delle nuove zanzare.

Liberi da zanzare e dai perniciosi insetticidi!

 

Foglie di Barbabietola: mai buttarle!

La barbabietola, beta vulgaris, ha diversi nomi regionali, quello più diffuso è rapa rossa, un ortaggio la cui radice si consuma di solito come verdura cotta o cruda grattuggiandola in insalata e si caratterizza per il particolarissimo colore rosso.

Ottime le proprietà nutritive:  disintossicanti, depurative, antisettiche ipotensive, mineralizzanti.

Buone anche le foglie, spesso nei supermercati, delle rape rosse si trova solo la radice, in questo periodo nei mercati rionali a km zero,  direttamente dai contadini e anche nei negozi di frutta e verdura, si vende l’intero ortaggio con le sue foglie verdi striate di rosso: mai scartarle!

Dopo averle ben lavate,  saltatele in padalle con uno spicchio d’aglio e peperoncino. Gustoso  contorno che si accompagna principalmente a carni e formaggio.