Azzorre: isola Faial

Ha appena sessant’anni il Capelinhos, il vulcano più giovane dell’isola Faial, che, in appena un anno, è spuntato dalle acque dell’oceano distruggendo la costa vicina con cui poi si e collegato. Il faro, difatti, un tempo attivo sulla costa, ora non più in funzione è arretrato di qualche centinaio di matri. Il paese costiero con i suoi campi e orticelli è andato completamente distrutto.

Camminare sul grande cappello, questa è l’inconfondibile forma del vulcano, è suggestivo: il nero della terra, da cui ogni tanto qualche soffio caldo improvviso arriva dalle fessure, contrasta con il blu cobalto dell’acqua circostante e l’azzurro del cielo. Gli animali, qui sono assenti, gli uccelli rimangono lontani.

                             Foto d’epoca durante la formazione del vulcano

Incredibile che, sempre nella stessa isola in mezzo all’Atlantico, a breve distanza la Caldeira offre un panorama completamente diverso: il grande cratere a circa 1000 metri d’altezza è immerso in una vegetazione lussureggiante. I sentieri che percorrono il cratere per poi scendere fino a lambire il mare, sono ben segnati e  danno l’opportunità di trek in mezzo alla natura incontaminata.

                                                                                                     Caldereira

Man mano che si scende il panorama si trasforma e la vista inizia a spaziare sulle coltivazioni e sui prati destinati a pascolo, divisi tra loro da siepi altissime di ortensie azzurre, esssendo il terreno ovviamente ferroso.

                                                        Ortensie e pascoli, sullo sfondo l’oceano.

Il burro ricavato dai molti allevamenti bovini, una delle attività più importanti dell’intero arcipelago, è leggermente salato, buonissimo, viene servito come antipasto insieme a crostini di pane e accompagnato da formaggio locale.

Horta la città è ricca di attrattive: oltre la famosa baia di Porto Pim, da vedere l’osservatorio del principe Alberto di Monaco, antenato dell’attuale sovrano, grande esperto nel settore oceanografico, che visitò spesso questo arcipelago. E poi il Peter Cafè Sport, considerato il pub più bello dell’Atlantico, ma anche il vero punto di contatto di tutti i marinai e naviganti dell’oceano che quando passano si fermano, bevono un drink e lasciano un biglietto: un semplice saluto ma anche l’indirizzo di dove li potremmo trovare in futuro…

 

Pensionati in Portogallo

Portogallo, Bulgaria, Romania, cosa hanno in comune questi paesi? Ce lo racconta Nadia in questo articolo illuminante di dove stiamo andando…

 

Il fenomeno dei pensionati italiani che lasciano l’Italia si sta diffondendo sempre di più: il motivo principale è da ricercarsi nella volontà di sottrarsi all’avidità del fisco italiano per poter vivere in modo più dignitoso gli agognati anni di relax post-lavoro. Ecco che allora stati come Portogallo, Spagna (Canarie), Ungheria, Tunisia, Romania, etc. vengono preferiti alla patria natia perchè assicurano un tenore di vita migliore.

E’ sufficiente trasferire la residenza dall’Italia allo Stato estero prescelto, certificata mediante iscrizione all’AIRE (Anagrafe Italiana Residenti Estero) e chiedere all’INPS, con l’avvallo dell’ente fiscale locale, la detassazione della pensione italiana, che verrà quindi accreditata al lordo delle trattenute fiscali (dal 23 per cento in su).

Come scegliere la nuova patria?

Google offre un’ampia scelta e siti come CAMBIOVITA, VOGLIOVIVERECOSI, MOLLOTUTTO, per citarne solo alcuni, aiutano a sognare più concretamente. Il Portogallo detiene senza dubbio il primato delle preferenze in quanto concede una totale esenzione fiscale per dieci anni ai residenti non abituali (minimo 183 giorni di residenza lì).
Resta un’amara riflessione: moltissimi giovani lasciano l’Italia per lavoro, i pensionati abbandonano la propria terra  per assicurarsi  un’esistenza decorosa, ma allora…. chi resta?

L’Italia è il Bel Paese per antonomasia, non lasciamolo impoverire, diamo ai giovani le opportunità che meritano e ai pensionati agevolazioni fiscali, magari incentivandoli a trasferirsi in qualche regione del Sud piuttosto che oltre i confini.
Politici…. fate presto

N. G.

Latte alla Portoghese

Classico dolce di origine portoghese, di facile e rapida esecuzione, notoriamente noto come crème caramel

Per 6 persone.

Ingredienti:

2 tuorli
130 g di zucchero
1 pizzico di sale
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di acqua
mezzo litro di latte
1 uovo intero
Preparare il caramello in un tegamino versando i due cucchiai di zucchero e uno di acqua. Far rosolare fino a quando lo zucchero diventa liquido e della giusta colorazione. Quindi versalo negli stampini. Battere a parte le uova con i 130 g di zucchero e il pizzico di sale e aggiungere il latte. Versare la crema negli stampini. Coprire gli stampini con della carta di alluminio e posizionarli in una pirofila con acqua calda. Cuocere a bagnomaria in forno a 180° per circa un’ora. Lasciare che si raffreddino naturalmente e poi tenerli in frigo per tre quattro ore, almeno, prima di servire. Si può utilizzare anche un unico stampo più grande, diametro 20 cm: poi il creme caramel sarà diviso come una qualsiasi torta.

L’anno della morte di Ricardo Reis – Lisboa

Ho iniziato così ad amare la capitale del Portogallo, leggendo questo bellissimo romanzo di Saramago che rimanda, ovvio, a Ricardo Reis, uno degli eteronomi di Pessoa, e da qui la catena continua, tutta una serie di romanzi, autori, film… che si legano in un unico denominatore: Lisboa.

Un paese lo conosci se lo visiti anche se solo da turista, ma la conoscenza più profonda si ha molte volte attraverso gli occhi altrui che ti regalano degli occhiali in grado di raccontare, di svelare il nascosto che c’è in un luogo trasformandosi in guide impareggiabili.

Ho avuto come guida Pessoa, Saramago, Tabucchi, e tanti film…

Poi quando ci sono arrivata la prima volta, purtroppo non in piroscafo dall’America e nemmeno in treno, ho ricercato quell’atmosfera fatta di luci di sapori…gironzolando per il pittoresco quartiere Alfama e quello del Barrio Alto godendo scorci sull’estuario del Tago che si aprono inaspettati tra una casa e l’altra e assaporando quella vita sonnolenta delle prime ore del pomeriggio…

                                                                                                          Tram n. 28

Il tram 28 va assolutamente preso, anche se oggi , soprattutto in certi periodi dell’anno è una delle grandi attrattive turistiche, per cui sempre strapieno: ho risentito i suoni, respirato i profumi di cui mi aveva raccontato Ricardo Reis…

Per fortuna, non esiste più la Lisboa piegata dal salazarismo, così come mezza Europa violentata dalle dittature, oggi è una delle belle capitali europee, dove si mangia un ottimo pesce atlantico, si può ascoltare il fado oltre visitare importanti monumenti.

                                               Particolare del chiostro di san Jeronimos

Cito, tra tanti, il monastero di San Jeronimos, nel quartiere di Belem, costruito nel sontuoso stile manuelino, ( un insieme tra tardo gotico e rinascimento) fatto costruire per celebrare i ritorno del navigatore portoghese Vasco de Gama che ivi riposa con il poeta navigatore Luìs de Camoes e con Fernando Pessoa che ci ricorda I know not what tomorrow will bring…

                                                                                Monumento alle scoperte  

 

Si ringrazia Luciano per le foto