Pensionati in Portogallo

Portogallo, Bulgaria, Romania, cosa hanno in comune questi paesi? Ce lo racconta Nadia in questo articolo illuminante di dove stiamo andando…

 

Il fenomeno dei pensionati italiani che lasciano l’Italia si sta diffondendo sempre di più: il motivo principale è da ricercarsi nella volontà di sottrarsi all’avidità del fisco italiano per poter vivere in modo più dignitoso gli agognati anni di relax post-lavoro. Ecco che allora stati come Portogallo, Spagna (Canarie), Ungheria, Tunisia, Romania, etc. vengono preferiti alla patria natia perchè assicurano un tenore di vita migliore.

E’ sufficiente trasferire la residenza dall’Italia allo Stato estero prescelto, certificata mediante iscrizione all’AIRE (Anagrafe Italiana Residenti Estero) e chiedere all’INPS, con l’avvallo dell’ente fiscale locale, la detassazione della pensione italiana, che verrà quindi accreditata al lordo delle trattenute fiscali (dal 23 per cento in su).

Come scegliere la nuova patria?

Google offre un’ampia scelta e siti come CAMBIOVITA, VOGLIOVIVERECOSI, MOLLOTUTTO, per citarne solo alcuni, aiutano a sognare più concretamente. Il Portogallo detiene senza dubbio il primato delle preferenze in quanto concede una totale esenzione fiscale per dieci anni ai residenti non abituali (minimo 183 giorni di residenza lì).
Resta un’amara riflessione: moltissimi giovani lasciano l’Italia per lavoro, i pensionati abbandonano la propria terra  per assicurarsi  un’esistenza decorosa, ma allora…. chi resta?

L’Italia è il Bel Paese per antonomasia, non lasciamolo impoverire, diamo ai giovani le opportunità che meritano e ai pensionati agevolazioni fiscali, magari incentivandoli a trasferirsi in qualche regione del Sud piuttosto che oltre i confini.
Politici…. fate presto

N. G.

DIETA MEDITERRANEA

Dal 2010 la Dieta Mediterranea è patrimonio culturale immateriale dell’Umanità perché è molto di più di un modello nutrizionale, ma è un vero e proprio stile di vita: il pasto in comune, la condivisione del cibo ad ogni festività, un’alimentazione basata prevalentemente su prodotti del territorio.

E questo deve aver premiato soprattutto l’Italia , tra i vari paesi del bacino mediterraneo, in quanto siamo i primi per longevità e per salute!

Sebbene la popolazione italiana sia ancora troppo sedentaria e cattive abitudini alimentari, legate soprattutto ad esigenze lavorative, si stiano diffondendo, la cultura gastronomica resiste alla grande in  tutte le regioni.

Nella classifica dell’agenzia americana Bloomberg in Italia si vive più a lungo, più in salute e meglio nonostante tutti i mali del nostro paese che ben conosciamo…

La dieta mediterranea che è meritevole di questi dati da primi in classifica, è basata prevalentemente su vegetali, frutta, verdura fresca e secca, ortaggi, legumi, cereali, meglio se integrali, olio d’oliva come principale fonte di grassi, con moderazione latticini, uova, dolci, pesce e carni bianche e limitatamente carni rosse.

 

Questa dieta ha un contenuto basso in grassi saturi, inferiore al 7 – 8 per cento ed un contenuto totale di grassi di circa il 30 per cento con un apporto calorico che non supera le 2500 Kcal per l’uomo e 2000 Kcal per la donna.

Oltre ad una sana alimentazione molto varia la dieta mediterranea è legata anche al movimento: un tempo concretizzato dal lavoro fisico nei campi, oggi sostituito, almeno in parte , con l’attività sportiva.

 

Rimane comunque buona regola di non eccedere con le quantità, l’olio d’oliva fa benissimo ma non per questo dobbiamo “innaffiare” i nostri piatti, così come, per qualsiasi altro alimento.