La magia di Torcello all’alba e al tramonto.

Poter soggiornare una notte a Torcello è un’esperienza unica, considerando che i residenti fissi di quest’isola della Laguna Veneta, sono circa una quindicina.  Passeggiare quando l’orda di turisti giornalieri ha preso l’ultimo vaporetto ha qualcosa di sacrale, in quest’isola che testimonia gli antichi splendori, in una pace infinita, in cui gli unici suoni sono quelli della natura: i canti degli uccelli,  il vento, l’acqua.

A Torcello era presente un insediamento sin dai primi secoli dell’Impero Romano, nello stesso periodo in cui fioriva la vicina città di Altino.  Il popolamento dell’isola riprese con vigore nel VII secolo con la realizzazione di alcune opere di bonifica e arginatura (palafitte, terrazzamenti, rassodamenti), che indirizzarono l’abitato verso una struttura urbana. Ed è in questo periodo che risalgono le prime tracce di frutteti e vigneti, nonché di un’officina vetraria.

                                                                                                       Vigna a Torcello

La fondazione della Cattedrale  risale al 639 per volere dell’esarca bizantino di Ravenna che intendeva rafforzare militarmente la zona nei confronti dei Longobardi. L’antica sede vescovile è intitolata all’Assunta, e coincise con il trasferimento della diocesi di Altino sull’isola. Prova di questa continuità è il fatto che i vescovi di Torcello continuarono a definirsi Altinati sino all’XI secolo, secolo in cui venne riedificata la cattedrale, affiancata subito dopo dalla chiesa di Santa Fosca. Fino al Trecento Torcello godette di prestigio economico e sociale, grazie anche all’attività legata alla lavorazione della lana, raggiungendo sembra quasi 50 mila abitanti. Dal XIV secolo l’aria malsana, l’impaludamento,  le epidemie portarono ad un progressivo abbandono dell’isola a nord della laguna.

Santa Fosca  e sulla sinistra facciata de Santa Maria Assunta.

La basilica di Santa Maria Assunta, un tempo sede vescovile, fu ristrutturata nella forma attuale attorno all’anno mille. L’interno è particolarmente suggestivo conservando uno tra i più ricchi cicli musivi dell’ XI -XII secolo, tra cui spicca il catino absidale con la Madonna Odigitria e nella parete occidentale il famoso Giudizio Universale.  Davanti alla Chiesa collegato attraverso il nartece  sono evidenti le fondamenta di un edificio circolare, l’antico Battistero. A lato poco distante svetta il famoso Campanile uno dei punti di riferimento navigando nella piatta laguna e da cui si gode una vista  senza confini.
La chiesa di Santa Fosca, che risale al XII secolo, ha pianta a croce greca co un porticato con colonne di marmo e capitelli che riprende il motivo architettonico dell’interno ci ricorda con il mondo veneziano fosse strettamente legato a quello bizantino.

Poter godere di queste meraviglie al tramonto o la mattina presto quando l’isola è ancora deserta, quando il gioco di luci invita a fissare le immagini sono quelle esperienze sensoriali che ci rendono ricchi.

                                                                                  Interno di Santa Fosca