Shopping bag d’autore

Sono comodissime, le shopping bag, ma soprattutto divertenti e uniche!

Ognuna di loro, in piccolo, è un quadro, e come questo è unico e firmato.

, artista, dipinge quadri materici pieni di colori, a volte realizzati con il riuso di materiali di scarto, estramente suggestivi e, uscire a comprare il pane, con una borsa “unique sample” può trasformare le incombenze del quotidiano in una piccola lezione di stile!

E, come dice l’autore le sue shopping bag sono una nuova idea di riciclo grazie all’intervento pittorico con strati di inchiostro plastico e alla successiva stampa serigrafica. Le texture sono ottenute da testi scritti a mano, vecchi trasferibili Letraset, elementi floreali e decorazioni fantastiche, impressi direttamente sulla matrice serigrafica prima del processo di stampa.

https://www.quag.com/it/thread/28883/a-bags-life-unique-sample

Chi vince la guerra detta la moda

Chi vince le guerre diventa eroe, venerato ed adulato dai compatrioti e quindi icona di stile. La militarizzazione dell’abbigliamento non è certo una novità dei giorni nostri ma è iniziata da quando sono cominciate le guerre…

Fitzroy Henry Somerset,  barone Raglan, fu uno degli eroi  di Waterloo che combattè contro Napoleone (1815),  e poi diresse le truppe britanniche in Crimea, dove portava un cappotto con le famose maniche, che gli permettevano liberi movimenti con il braccio che impugnava la spada e che da quel momento presero il nome raglan.

Il conte di Cardigan, ufficiale inglese piuttosto freddoloso, fece realizzare questa avvolgente giacca di lana da legarsi in vita con una cinta.

Il generale Montgomery vittorioso ad El Alamein, durante Seconda Guerra Mondiale, era solito indossare un cappotto di lana ruvida, abbottonato da alamari, che da allora divenne un ever green, sia per uomo che per donna.

Le divise degli alleati, a seconda del loro impiego sul campo, sono ancora quelle che, anche se rivisitate dagli stilisti, indossiamo:  mimetiche,  da combattimento, divise di servizio.

Non è un caso che l’abbigliamento nazista non abbia riscosso pari successo!

 Scena tratta dal film “Il giorno più lungo”.

Armonia di colori

 

Qualsiasi stile si voglia dare alla propria abitazione c’è una regola base che è opportuno seguire: l’armonia di colori. Il principio è lo stesso di quando ci si veste. “The color is right”.

La casa deve avere un’uniformità di colore dominante e poi si può giocare sulle gradazioni e/o sul contrasto. Si può anche sperimentare una sorta di climax che dalla arrivo ci porti alla vittoria: l’ingresso di un tenue giallo per giungere alla camera da letto avvolgente, di un colore seppia intenso.

Il colore dell’abitazione è dato innanzi tutto dalle pareti, poi dalle tappezzerie, tende, imbottiti etc. e poi da tutti gli altri oggetti.

“everyone sees shapes differently, but colour is forever” dice Maerose,  interpretata dal premio oscar Anjelica Huston, nel film L’onore dei Prizzi.

WEDDING : dress code

Eccoci invitate ad un matrimonio: “cosa mi metto?”

E’ il dilemma di tutte! Regola base: mai di bianco, né di nero. A meno che non ci sia qualche indicazione bizzarra da parte della sposa, prediligere i colori tenui, le fantasie non troppo aggressive, evitare gli eccessi: insomma bisogna essere semplicemente eleganti, senza offuscare la regina della giornata.

Seconda regola: evitare il mini e il maxi per le lunghezze delle gonne. A meno che non sia richiesto espressamente l’abito lungo, ma il matrimonio non è una festa da ballo, evitiamo di coprirci fini ai piedi, va bene una gonna che scopra la caviglia (15 centimetri da terra) che va indossata preferibilmente con tacco basso. Ugualmente  la minigonna la lasciamo alle ragazzine. Vanno benissimo le gonne sopra il ginocchio, longuette, o midi.

Le scarpe: anche qui evitiamo di eccedere: il tacco alto va benissimo! Anche con un po’ di zeppa. Ma se una non può permetterselo perché non ci sa camminare, per i dolori alla schiena, perché già alta, il tacco basso è parimenti adatto ad una cerimonia. Evitiamo stivali e stivaletti a meno che non sia un matrimonio campestre.

Sebbene io adori i cappelli, se non siamo invitate ad un matrimonio dove per i signori è indicato il tight, forse è meglio evitarlo a meno che non abbiate una grande disinvoltura nell’indossarlo.

Vintage ma con parsimonia

Vintage sembra diventata una parola d’ordine, quando non si sanno giustificare le scarpe stinte o quando la gonna è decisamente di una lunghezza inopportuna che non ci dona e che ci trasforma in spaventapasseri pittoreschi.

Io adoro le cose che hanno storia, qualsiasi cosa, dagli abiti all’arredamento, ma solo se questi oggetti diventano nostri, solo se ce ne appropriamo. In primis cerchiamo tra le robe vecchie di famiglia, nei bauli, nelle soffitte, sicuramente si troveranno le vecchie foto degli zii, lo scialle ricamato della nonna e con un po’ di fortuna un vecchio tavolo da gioco di qualche trisavolo.

Quindi ridiamo vita alle testimonianze del nostro passato ma sempre studiando abbinamenti che ci donino e che siano al passo con i tempi.

Se proprio non si resiste all’acquisto del capo vintage, mercatini di questo genere si trovano ormai in tutte le città italiane così come negozi specializzati nel settore.

Fate sempre attenzione soprattutto per gli abiti, controllate che la stoffa non sia tarmata o troppo usurata, per la pelletteria in genere accertatevi sempre che le cuciture siano perfette, gli angoli e le piegature non usurate.

 camicetta fine anni ’50, di mia madre, in raso di seta, che in genere abbino con una gonna tubino marrone o con un paio di jeans

Collane, collane, collane

E’ sufficiente una collana per impreziosire qualsiasi mise….Se abbiamo un vestito bianco estivo, fresco, semplice ecco che la collana etnica va benissimo: le possiamo trovare nei mercatini equo-solidali, o se si è più fortunate in un nostro viaggio in luoghi esotici.

  Oppure la collana di design, creata con materiali poveri a volte di recupero che danno quel tocco di stravaganza anche alle signore più legate alla tradizione. https://www.facebook.com/My-Doro-609005252551803/?fref=ts

 …ecco la sapienza artigianale che riesce a creare dei veri  e propri capolavori con semplice perline…

…..e l’infinita serie di ciondoli come questo realizzato con piccole schegge di corallo.

Prepariamo la tavola!

Per qualsiasi occasione, che sia di fiandra, lino o cotone la tovaglia dev’essere perfetta perché parla di noi.

Per prima cosa stendere sul tavolo il mollettone, che può essere o di tessuto simile al fustagno ma peloso o in tessuto plasticato sempre di colore bianco e leggermente più grande del piano ma che non deve mai fuoriuscire dai bordi della tovaglia.

Il mollettone è fondamentale perché impedisce alla tovaglia di scivolare e dà un senso di morbidezza attutendo i rumori  quando si spostano gli oggetti .

Nel caso di tovaglie ricche di trafori si avrà cura di posizionare sotto la tovaglia un telo di lino, cotone o altro materiale,  in contrasto per far risaltare il decoro.

Per quanto riguarda la caduta della tovaglia, in genere sono 30 centimetri, per le occasioni più importanti si arriva a una ventina di centimetri da terra fino al “tavolo vestito”  che prevede la tovaglia fino a terra.

Ma in qualsiasi caso, che si prepari per la cena tra amici in giardino o per la serata importante la tovaglia dev’essere pulitissima senza aloni e ben stirata: prima di stenderla sul tavolo eliminare i segni della piegatura.

I tovaglioli si possono disporre a sinistra, a destra o sul piatto piano. Evitare le piegature con forme strane come si usavano nelle corti rinascimentali. I tovaglioli possono essere abbinati alla tovaglia ma si possono scegliere anche di un diverso colore in sintonia con i piatti o i bicchieri o il centro tavola.

Il taxi è chic

Chi di voi non ha presente quelle scene di film americani,  dove da un’auto gialla, insignificante, si vedono sbucare un paio di gambe perfette  che  una volta sul marciapiede stanno in perfetto equilibrio su tacchi vertiginosi.

Qui in Italia siamo più legate all’auto di proprietà, ma se non si ha una vera esigenza di spostarsi quotidianamente con la macchina, perché non sbarazzarsene e fare una scelta più ecologica, più economica e anche più charmant.

Se abitiamo in una città grande o piccola che sia, calcoliamo in quanto tempo raggiungiamo il posto di lavoro con mezzi alternativi alle quattro ruote, tram, bicicletta, piedi. E la zona dove abitiamo è sufficientemente servita?

Se il posto di lavoro lo raggiungiamo facilmente in metro o a piedi, se abbiamo sotto casa gli alimentari e magari, a pochi passi, il mercatino dell’orto-frutta a chilometro zero, beh perché non vendere la nostra auto?

Il risparmio annuale di un’utilitaria che faccia 10.000 chilometri circa, si aggira attorno ai 3.200 euro ( dati che si trovano sui giornali finanziari).

Pensate, con questa cifra, quante volte potrete scendere da un taxi ed arrivare direttamente all’ingresso del teatro e nel contempo risparmiare!

Iniziamo dalle Scarpe!

Pochi soldi ma spesi bene. E’ regola base.  Prima di iniziare lo shopping sapere quello che veramente serve. Iniziamo dalle scarpe. Ovvio!

Controlliamo le nostre vecchie calzature, quelle adatte alla primavera: per prima cosa eliminiamo quelle  sformate, scolorite, quelle decisamente fuori moda!  Attenzione a tacchi e punte: sono l’indice incontrovertibile dell’età!

E senza rimpianti facciamo spazio in scarpiera: regaliamo alla Caritas o a qualsiasi altra associazione benefica quelle scarpe che hanno già abbastanza camminato con noi.

Bastano 5 paia di scarpe per affrontare gran parte delle occasioni che sicuramente la primavera ci riserva: sneaker, ballerine, décoltèe, mocassini, d’Orsay.

                                                                                                          SNEAKERS

Non sono poi tante  e sicuramente un paio di ballerine o il classico décolleté già son presenti nella scarpiera, quindi  se dobbiamo investire nelle calzature, scegliamo scarpe possibilmente in materiali naturali, pelle, cuoio, tela, etc.

Le scarpe sono importanti perché i nostri piedi sono importanti!