CAPESANTE CON VELLUTATA DI PISELLI

Per 6 persone
Ingredienti:
12 capesante
20 g di burro
300 g di piselli freschi
1 spicchio d’aglio
mezzo bicchiere di vino bianco secco
1 scalogno
olio extravergine d’oliva
brodo vegetale
mezzo bicchiere di Martini dry
sale
pepe

Tritare lo scalogno e farlo rosolare con poco olio, aggiungere i piselli e bagnare con il vino bianco. Lasciare sfumare e poi aggiungere il brodo vegetale caldo fino a coprire tutti i piselli. Cuocere per circa venti minuti. Poi frullare il tutto e aggiustare di sale e pepe. Passare la crema al colino cinese e tenerla in caldo. Lavare  le cappesante e asciugarle in un canovaccio. Farle saltare in una padella antiaderente insieme ad uno spicchio d’aglio con poco olio per un paio di minuti aggiungendo quindi il Martini e far sfumare. Sistema le capesante sulla crema di piselli contornando con il fondo di cottura.

Vellutata di carote con crema di caprino

Ricetta facile e veloce da preparare. Ideale da consumare calda nei mesi freddi e da servire, come antipasto in bicchierini, da servire tiepidi, durante una cena estiva.

Lessare mezzo chilo di carote e una patata di media grandezza. Quando sono ben cotte, scolarle e frullarle aggiungendo cica 150 ml di panna fresca, sale e pepe. Cuocere intanto a bagnomaria del formaggio caprino con due cucchiai di parmigiano grattugiato.

Versare la crema ottenuta nelle fondine con la vellutata di carote. A piacere una spolverata di zenzero.

Pasta e Fagioli alla veneta

E’ un piatto della cucina  tradizionale italiana che ogni regione declina con le sue tipiche varianti, a volte diverse anche tra province limitrofe.

Questo piatto è a base dell’antico legume sempre presente nella mense più povere, perché così come oggi poco costoso,  e per fortuna tornato in auge, grazie anche alle sue proprietà benefiche, tra le quali la riduzione del peso e del colesterolo.


Per 8 persone.
Ingredienti:
mezzo chilo di fagioli secchi di Lamon
2 patate medie
2 cipolle bianche medie
2 dadi vegetali
1 cucchiaio di conserva
mezzo bicchiere di olio d’oliva extravergine
2 etti di pappardelle
Mettere a bagno i fagioli per almeno 12 ore. Tagliare finemente la cipolla, pelare le patate a tocchetti grossi e inserire tutti gli ingredienti in una pentola coprendoli con acqua. Cucinare a fuoco basso per un’ora e mezza. Con la schiumarola prendere le patate e gran parte dei fagioli e schiacciarli con la forchetta. Continua la cottura per un’altra ora, quindi versare le pappardelle spezzettate e spegnere il fuoco quando queste siano al dente.

Servire caldo e condire a piacere con un goccio d’olio e pepe.

Il pane dei poveri

Le castagne chiamate nel Medioevo il pane dei poveri, erano utilizzate principalmente per  ricavare la farina che sostituiva spesso i cereali, usata soprattutto dalla popolazione più bisognosa da qui il nome. Oggi la farina di castagne che è dolce, viene usata solo per i dolci come il castagnaccio.

La castagna ha proprietà ottime per la nostra dieta!

Sono molto meno ricche di acqua rispetto agli altri frutti conosciuti e particolarmente ricche di carboidrati, che le rendono un’alternativa al pane, alla pasta o alle farine, adatta anche a chi soffre di celiachia poiché non contenenti glutine.

Sono inoltre sazianti ma al contempo povere di grassi:  solo 1,7 gr di grassi della famiglia omega 3 e omega 6 per ogni etto di castagne. Possiede una gran quantità di sali minerali quali, il fosforo, il potassio, il ferro, il magnesio, ilcloro, il calcio e il sodio.

La castagna aiuta a  regolamentare l’intestino, a ridurre il colesterolo, è ottima in caso di astenia ed è indicata in le tutte le diete che necessitano di un apporto calorico.

Ecco un modo facile e gustoso di servirle: il Monte Bianco.

sbucciare circa un chilo di castagne, coprirle d’acqua e portare a ebollizione. Cuocere quindi per una ventina di minuti a fuoco basso e quando sono ancora calde togliere dal frutto la pellicina. Passare le castagne così ripulite nel passaverdure con tre cucchiai di polvere di cacao amaro e due cucchiai di zucchero.

Servire in coppette o piattini aggiungendo ad ogni cucchiaio di castagne un cucchiaio di panna montata.

 

rotolo di tonno con salsa di capperi

Ricetta semplice, di facile esecuzione e di sicuro risultato. Adatta sia come antipasto che come secondo.

100 grammi di tonno sott’olio, 1 cucchiaio di pan grattato, 1 uovo, 1 cucchiaio di formaggio grana.

Mixare tutti gli ingredienti fino a raggiungere una polpa e depositarla su un foglio di carta da forno dando la forma di una salamino. Lessare il rotolo per una quarantina di minuti. Far riposare per qualche ora, meglio in frigorifero.

Per la salsa: 1 cucchiaio di capperi sott’aceto, il succo di 1 limone, una manciata di prezzemolo. Tritare i capperi e il prezzemolo, aggiungere il succo del limone e, a piacere un goccio d’olio d’oliva, condire le fettine del rotolo di tonno: squisito!

 

 

 

 

CREMA DI CACHI CON PANNA

Un dessert energizzante, tipicamente autunnale e di facilissima preparazione. Indicato per chi non ha problemi di diabete, in quanto questo frutto di antica origine cinese è particolarmente calorico. Particolarmente adatto alla mattina o  come merenda.

Dopo aver tolto la pelle ai cachi maturi frullare la polpa e sistemarla in coppette. Guarnire con panna montata polvere di cacao e scaglie di cioccolato fondente.

Confettura o Marmellata?

Che differenza c’è tra marmellata e confettura?

Molto similmente è la diversità che esiste tra marmelade e jam.
La Comunità Europea ha stabilito che la marmellata è un prodotto fatto di zucchero e agrumi (arancia, mandarino, limone, cedro, bergamotto, pompelmo) in cui la percentuale di frutta sia almeno il 20%. Le parti di agrumi utilizzabili sono polpa, purea, succo, estratti acquosi e scorza.
La confettura invece è il prodotto contenente zucchero e polpa (o purea) di tutti gli altri tipi di frutta. La percentuale di frutta non può essere in generale inferiore al 35%, ma sale al 45% nel caso della “confettura extra“.
Una terza categoria, derivata dalla consuetudine e non dalle normative è quella della composta in cui la percentuale di frutta non dev’essere inferiore ai due terzi.

E’ facile e divertente preparare confetture o marmellate in casa, oltre la genuinità e il risparmio, si può dar libera azione alla nostra fantasia culinaria con nuovi abbinamenti di frutta o con l’aggiunta di qualche spezia.

Confettura di Mele aromatizzata allo Zenzero
1 kg di mele Fuji, 1 radice di zenzero fresco grattugiato a piacere, 2 limoni.
Sbucciare le mele e tagliarle a cubetti, mettetele in una capiente pentola con il succo dei limoni e la radice di zenzero grattugiato. Cuocere per circa un’ora, e con il frullatore a immersione creare una purea.

Invasare subito nei barattoli d vetro caldi e capovolgerli.
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Confettura di Melone aromatizzata alla Cannella

Facilissima preparazione per una confettura particolare, buona sia da spalmare sul pane per la prima colazione e adatta anche, ad accompagnare formaggi ed affettati.

2 meloni, 1 mela, zucchero, 1 limone, cannella.

Tagliare a tocchetti i meloni che devono essere maturi e la mela, aggiungere circa metà di zucchero del peso ottenuto dalla frutta mondata, inserire il tutto in una casseruola e portare a ebollizione. Continuare la cottura per circa tre quarti d’ora.  A metà cottura aggiungere il succo del limone e a fine cottura un cucchiaino di cannella in polvere.  Per rendere omogenea la purea aiutarsi con un frullatore a immersione. Una volta pronta e ancora bollente  versarla nei vasetti caldi. Avvitare i coperchi e voltarli subito lasciandoli così fino al raffreddamento.

 

FIORI IN CUCINA

Impiegati dai greci e dai romani per insaporire pietanze, nel Rinascimento dai cuochi italiani che amavano i fiori di zucca, le marmellate di fiori di rosmarino o di petali di rosa: l’uso dei fiori nella cucina non è una moda da nouvelle coisine,  le radici sono ben antiche e si ritrovano un po’ in tutte le culture gastronomiche, dalla nostra occidentale a quella cinese e indiana.

Prima di utilizzare i fiori in cucina, bisogna essere sicuri che questi siano edibili  e non tossici.

Sebbene esistano ditte specializzate nel commercio di fiori edibili, è preferibile consumare fiori che si sono personalmente coltivati, non certo quelli che si acquistano dal fiorista che sono trattati con agenti chimici e pesticidi, parimenti sconsigliato il consumo di fiori colti per strada o nei giardini pubblici.

Utilizzare unicamente i petali, rimuovendo pistilli e i gambi.

Una semplice tagliata può diventare unica con l’aggiunta della calendula, mentre il sapore del pesce viene esaltato dal gelsomino. E che dire della rosa, della regina indiscussa di tutto il mondo floreale? Tante sono le ricette di facile esecuzione che offrono un tocco di eleganza e raffinatezza anche a piatti semplici con, tra l’altro, un risparmio: i fiori li abbiamo già in casa!

Con i petali dei gerani, che è facile coltivare in vaso nei giardini o sui davanzali  delle finestre, si preparano semifreddi, sorbetti, vini, liquori ed anche marmellate da accompagnare ai formaggi.

Prendere della ricotta fresca, unire un cucchiaio di olio, un pizzico di sale, del pepe, dell’erba cipollina tritata finemente, mescolare bene. Unire dei petali di geranio e tritati grossolanamente e mescolare bene. Servire in ciotole rivestite con foglie di insalata.

 

QUINOA, la madre di tutti i semi

Ho scoperto la quinoa anni fa, durante un viaggio in Perù: una volta assaggiata non ne ho più fatto a meno: ad ogni pasto mi fiondavo su questa pietanza, preparata in vari modi e i miei compagni d’avventure, che provavano gli altri piatti della cucina peruviana, non apprezzavano la mia scelta monotematica.

Ora per mio grande sollievo la quinoa è diventata di “moda” e si trova in qualsiasi supermercato. Questo seme, chiamato in lingua quechua chisiya mama, cioè “madre di tutti i semi”, appartiene alla famiglie delle barbabietole e viene erroneamente scambiato per un cereale – quindi adatto nelle diete povere di carboidrati o per le persone che soffrono di celiachia – può essere consumato come primo piatto, come contorno, o come base di insalate.

Moltissime sono le ricette: eccone una molto semplice che ho imparato dalla tradizione andina:

Per 4 persone:

Far bollire in 5 tazze di acqua circa, per una ventina di minuti, una tazza di quinoa, insieme a una cipolla, una carota, una gamba di sedano e uno zucchino finemente tagliati. A fine cottura inserire un etto circa di formaggio tipo fontina.

E’ un piatto molto leggero che può essere consumato anche alla sera. Nelle serate estive, servita tiepida, è deliziosa.