Confettura o Marmellata?

Che differenza c’è tra marmellata e confettura?

Molto similmente è la diversità che esiste tra marmelade e jam.
La Comunità Europea ha stabilito che la marmellata è un prodotto fatto di zucchero e agrumi (arancia, mandarino, limone, cedro, bergamotto, pompelmo) in cui la percentuale di frutta sia almeno il 20%. Le parti di agrumi utilizzabili sono polpa, purea, succo, estratti acquosi e scorza.
La confettura invece è il prodotto contenente zucchero e polpa (o purea) di tutti gli altri tipi di frutta. La percentuale di frutta non può essere in generale inferiore al 35%, ma sale al 45% nel caso della “confettura extra“.
Una terza categoria, derivata dalla consuetudine e non dalle normative è quella della composta in cui la percentuale di frutta non dev’essere inferiore ai due terzi.

E’ facile e divertente preparare confetture o marmellate in casa, oltre la genuinità e il risparmio, si può dar libera azione alla nostra fantasia culinaria con nuovi abbinamenti di frutta o con l’aggiunta di qualche spezia.

Confettura di Mele aromatizzata allo Zenzero
1 kg di mele Fuji, 1 radice di zenzero fresco grattugiato a piacere, 2 limoni.
Sbucciare le mele e tagliarle a cubetti, mettetele in una capiente pentola con il succo dei limoni e la radice di zenzero grattugiato. Cuocere per circa un’ora, e con il frullatore a immersione creare una purea.

Invasare subito nei barattoli d vetro caldi e capovolgerli.
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Tirana

E’ una delle capitali europee maggiormente in evoluzione: se solo si guardono le foto della città di qualche anno fa, quasi non si riconoscono i luoghi. La sola piazza Skanderbeg, 40.000 metri quadri, cambia di anno in anno…

Particolare della statua equestre di Skanderbeg

Tirana festeggerà fra tre anni il suo primo centenario come capitale ed evidentemente si sta preparando al meglio per questo evento.

Sebbene  abbia origini antiche, già romane,  la città appare moderna, con qualche bel palazzo del secolo scorso, come quelli edificati durante il ventennio di dominazione fascista e quelli costruiti sotto la dittatura di Oxha, i quali si affiancano a qualche costruzione più antica come la moschea Ethem Bey con cui convivono armoniosamente.

Particolare della ex mausoleo di Hoxha

E poi i nuovi palazzi, grattacieli che si stagliano attorno alla grande piazza dando vita a un  movimentato skyline.

La nuova moschea in costruzione

La città è una città giovane, molti sono i locali aperti, particolarmente suggestivi quelli realizzati nel block, il vecchio quartiere del politburo comunista.

In una ventina d’anni il vecchio mondo sembra sia stato completamente cancellato, la voglia di recuperare libertà e ricchezza è palpabile e le opportunità lavorative ci sono.

Settembre, tempo per organizzarci!

Esistono diversi capi d’anno! Certo per primo c’è quello ufficiale del primo gennaio. Poi c’è chi avverte la primavera come il momento vero della ri-nascita della vita, chi invece considera il proprio compleanno come l’inizio del nuovo corso e infine chi sente settembre- ottobre quando ,sebbene si annunci l’ultima stagione dell’anno, si riprende un nuovo corso di scuola o lavorativo, dopo l’estate.

Ecco perché, dopo l’euforia che si spera abbiano portato le vacanze estive, per quanto non sempre le aspettative riposte vengano soddisfatte, bisogna prepararsi ad affrontare un altro anno lavorativo, carico di impegni, spesso di noiosa routine.

Settembre è il mese in cui c’è tutto il tempo per organizzarsi: decidere come affrontare al meglio i lunghi mesi invernali, per combattere la monotonia del nostro tran tran quotidiano.

E quindi cercare quel quid che ci possa rinvigorire e, a seconda dei nostri gusti e passioni, decidere una nuova attività stimolante: dall’acqua-gym, al corso di lingua, di critica cinematografica o di cucina…

A voi la scelta!

MONTAGNE PER L’ETERNITA’

Mi piace osservare il profilo delle montagne soprattutto quando le luci sono smorzate o quando si preannuncia un cambiamento improvviso del tempo.

Mi piace osservare la loro silhouette:  ho quasi la sensazione che all’interno di questi massicci rocciosi ci sia vita, una vita eterna, imprigionata nella roccia.

Sicuramente queste immagini mi appartengono fin da piccola, quando leggevo le Fiabe e Leggende delle Dolomiti della Pina Ballario. E così per me il Sorapìs è sempre stato un sovrano,  troppo buono con la figlia Misurina, capricciosa e cattiva…E così il Cristallo, le torri del Vaiolet o la Croda Rossa …per me sono sempre state personificazione rocciose…

Quando si cammina in montagna ogni cima, ogni cengia e  forcella ha un nome e una storia: la percezione è quella di una vita propria interiore di queste rocce che soprattutto, in certi momenti della giornata, sembra quasi debbano improvvisamente muoversi e parlarci…

Ma se si è in grado di ascoltare i silenzi si può imparare molto…

Campanile di Val Montanaia

Restera: da Casale a PorteGrandi

Seconda tappa lungo il Sile, da Casale sul Sile fino a PorteGrandi presso Quarto d’Altino, ingresso alla laguna veneziana.

Il Sile, uno dei fiumi di risorgiva più lunghi d’Europa, ha da sempre rappresentato un’importante risorsa per gli abitanti del luogo, caratterizzandone storia e tradizioni.

Scorcio della chiesa di Musestre

La sua portata, costante tutto l’anno, era sfruttata da mulini e opifici, inoltre rappresentava un’importante via d’acqua per i traffici tra la Marca trevigiana e la Laguna Veneta.

Oggi il fiume continua ad essere vitale per l’agricoltura ma anche per la nuove imprese legate ad un nuovo turismo sostenibile.

La ciclovia, da Casale verso il mare, ci porta ad ammirare un territorio in cui le coltivazioni, mais, viti, frutteti etc.  si distendono sia da una parte che dell’altra del fiume. Si arriva pedalando all’ombra degli alberi che costeggiano gli argini alla frazione di Musestre, sulla riva sinistra del fiume.

Da qui attraversato un ponte si ritorna sugli argini destri, lasciando Quarto d’Altino, fino a giungere alla frazione di PorteGrandi.

Il paesaggio ora cambia completamente: va vegetazione arborea lungo gli argini si fa più scarsa e lo sguardo spazia sull’acqua: inizia la laguna!

Il Sile presso PorteGrandi

Confettura di Melone aromatizzata alla Cannella

Facilissima preparazione per una confettura particolare, buona sia da spalmare sul pane per la prima colazione e adatta anche, ad accompagnare formaggi ed affettati.

2 meloni, 1 mela, zucchero, 1 limone, cannella.

Tagliare a tocchetti i meloni che devono essere maturi e la mela, aggiungere circa metà di zucchero del peso ottenuto dalla frutta mondata, inserire il tutto in una casseruola e portare a ebollizione. Continuare la cottura per circa tre quarti d’ora.  A metà cottura aggiungere il succo del limone e a fine cottura un cucchiaino di cannella in polvere.  Per rendere omogenea la purea aiutarsi con un frullatore a immersione. Una volta pronta e ancora bollente  versarla nei vasetti caldi. Avvitare i coperchi e voltarli subito lasciandoli così fino al raffreddamento.

 

Buone Regole in Montagna

La montagna con questi caldi è stata presa d’assalto da orde di turisti che hanno scoperto questo paradiso fresco, sereno e dilettevole.

Ma non ci si può improvvisare montanari o anche solo turisti della montagna senza rispettare alcune regole che per chi è storico nella frequenza, sono del tutto scontate e fanno parte del bon ton montano.

Per prima cosa quando ci si incrocia su un sentiero è norma augurare il buon giorno a qualsiasi persona o per lo meno fare un gesto con la mano, se proprio si ha il fiatone…

La montagna gode di un equilibrio precario, tutto è sensibile, bastano piogge più forti per provocare frane. Il turista perciò deve avere il massimo rispetto per il luogo: quando si cammina su sentieri un po’ scoscesi far attenzione a non provocare cadute di sassi, non raccogliere fiori o piante, che sono tutte protette,  non urlare o schiamazzare senza un motivo grave.

La montagna ha bisogno anche del silenzio, percorriamo sentieri che sono stati costruiti dall’uomo ma che devono cercare di rispettare chi in quell’habitat vive e soprattutto gli animali… più si sta in silenzio e più si ha  l’opportunità di imbattersi in qualche camoscio.

Non dimentichiamoci poi, che prima di intraprendere una passeggiata bisogna sempre controllare il meteo che in montagna è particolarmente variabile, e ovvio, l’abbigliamento dev’essere adatto: pedule o scarponi tecnici, a seconda del grado di difficoltà dei sentieri, giacca a vento, pile e mantella per la pioggia, borraccia d’acqua.

E buona gita!

Aromatizzare in Cucina

L’uso in cucina, di erbe aromatiche, non solo impreziosisce i sapori delle pietanze, ma apporta importanti benefici alla nostra salute.

Ogni pianta ha delle proprietà peculiari. Il timo per le sue qualità antivirali, il rosmarino e l’ origano combattono e quindi prevengono il diabete, la salvia, che significa salvare, grazie alle sue proprietà benefiche, conosciute fin dall’antichità, sono tra le specie che più sono proprie del bacino mediterraneo, facili da reperire e normalmente apprezzate perché riconosciute dal nostri palati.

Riscopriamo il consumo delle piante aromatiche, possibilmente fresche ( sono tutte coltivabili in vaso), per insaporire ogni piatto, come facevano abitualmente i nostri avi, fin dall’antiche epoche egizia e romana, e non circoscritto alle carni ma a tutti i cibi, compresi i dolci.

Confettura di pesche e timo
1 kg di pesche, 1 limone scorza e succo, 300 g di zucchero, un cucchiaio di foglioline di timo, 50 g di mandorle affettate
Pulire e sbucciare le pesche, unirvi il succo e la scorza del limone, lo zucchero e portare a ebollizione e mantenere la cottura, eliminando la schiuma che  si forma (ottima da bere come succo), unire infine le mandorle e il timo.

 

VIAGGIO NELLA STORIA DELLA FOTOGRAFIA

La fotografia non è solo disegnare con la luce. La fotografia è molto di più: è arte, documento, informazione, denuncia, passione e pensiero; un mondo dove realtà e finzione si uniscono a emozione e studio.

E’ il 1826 quando Joseph Nicéphore Niépce realizza la prima fotografia: si tratta della ripresa di un paesaggio che impressionò una lastra dopo un’esposizione di otto ore. Ma non è questa la data ufficiale della nascita della fotografia, bensì il 7 gennaio 1839 quando all’Accademia di Parigi venne presentata l’invenzione di Louis Mandé Daguerre, che da lui prese il nome: la dagherrotipia.

Quasi contemporaneamente Henry Fox Talbot, inventore della talbotipia o calotipo, realizza il primo negativo presentandolo, a fine gennaio del 1839, all’Accademia nazionale inglese delle scienze.

La fotografia si evolve velocemente, nel 1861 arriva la fotografia a colori, dieci anni dopo la prima pellicola fotografica moderna e nel 1888, la Kodak lancia sul mercato il Box Kodak con il celebre slogan “You press the button, we do the rest” che prometteva una semplificazione fino allora insperata per il grande pubblico.

Con “the rest”, infatti, si intendevano tutte le lavorazioni decisamente complesse di trattamento della pellicola e stampa delle copie: l’apparecchio era caricato con pellicola flessibile sufficiente per cento pose circolari.

Poco prima della Grande Guerra, la Laica I che non ha precedenti per compattezza, si potrà utilizzare a mano libera, senza l’ausilio di cavalletto.

A stravolgere il mercato, dominato fino ad allora, dalle tedesche Zeiss, Leitz e Agfa arriva la giapponese Nikon con la Nikon F , la reflex per eccellenza, primo sistema fotografico professionale, caratterizzato da ottiche (Nikkor), mirini intercambiabili e motore elettrico per il trascinamento della pellicola, con un costo minore e un numero maggiore di ottiche e accessori.

1969: nasce il CCD composto da una superfice di 100×100 pixel, è l’alba della fotografia digitale, nel 1974 Steve Sasson della Kodak realizza il primo prototipo di fotocamera digitale.

La Sony nello stesso periodo presenta la Mavica, una reflex che utilizzava un floppy come supporto di memorizzazione principale. Era la prima volta che le immagini venivano registrate su un supporto digitale mobile invece che su una normale pellicola, da qui la società giapponese Toshiba inventa la scheda flash memory e nel 1985 la Minolta presenta la 7000, la reflex autofocus che, dotata di autofocus integrato e di avanzamento della pellicola motorizzato risveglierà il mercato fotogrfico che dopo l’ uscita della Nikon F era rimasto in una situazione di stallo.

La software house statunitense Adobe Systems Incorporated, fondata nel 1982, presenta Photoshop, il primo software professionale per la gestione dell’immagine, destinato a scrivere un altro importante capitolo della storia della fotografia, quello della post-produzione.
Nel 2000, le fotocamere digitali vendute erano 10 milioni. Nel 2010 oltre 140 milioni.
In questo periodo aziende storiche produttrici di pellicole crollano (su tutte Polaroid).
I produttori giapponesi ormai sono padroni del mercato e si fronteggiano a colpi di innovazione tecnologica ma iniziano a emergere gli “elettronici”, ovvero quelle realtà che non nascono come produttori di apparecchi fotografici ma che, considerate le enormi potenzialità del mercato foto, entrano con decisione in esso (Panasonic, nel 2001, con il marchio Lumix che utilizzerà obiettivi Leica; ma anche Sony, che già nel 1996 propose le Cyber-shot, e la coreana Samsung, nata nel 1938).

La finlandese Nokia, intanto, nel 2002 annuncia il 7650, il primo cellulare dotato di fotocamera integrata: è l’alba degli smartphone.
La sfrenata corsa al pixel, alla caratteristica tecnologica più avanzata, alla fruizione alternativa del prodotto “fotocamera”, alle quasi infinite possibilità di ritocco on camera, non hanno però modificato il senso della fotografia che era, è e sarà sempre il modo di raccontare con immagini la realtà già esistente, la post produzione permette di creare delle immagini surreali (in questo modo la fotografia si avvicina maggiormente alla pittura).

Ma al di là di tutto e di ciò che la fotografia può, è determinante che chi fotografa, a prescindere dallo strumento utilizzato, abbia ben chiaro cosa voglia comunicare. Fare cento scatti pensando di cogliere il momento che si vuole immortalare è molto diverso che farne uno solo, esattamente in quel momento che si vuole bloccare, per l’eternità.

E’ per questo, che per fare una buona fotografia non basta avere una fotocamera, seppur altamente evoluta e capace di scattare quasi da sola. Bisogna avere chiaro che lo strumento non sostituisce il cuore, l’anima, il progetto del fotografo.

Testo e foto di Andrea Margarita

FIORI IN CUCINA

Impiegati dai greci e dai romani per insaporire pietanze, nel Rinascimento dai cuochi italiani che amavano i fiori di zucca, le marmellate di fiori di rosmarino o di petali di rosa: l’uso dei fiori nella cucina non è una moda da nouvelle coisine,  le radici sono ben antiche e si ritrovano un po’ in tutte le culture gastronomiche, dalla nostra occidentale a quella cinese e indiana.

Prima di utilizzare i fiori in cucina, bisogna essere sicuri che questi siano edibili  e non tossici.

Sebbene esistano ditte specializzate nel commercio di fiori edibili, è preferibile consumare fiori che si sono personalmente coltivati, non certo quelli che si acquistano dal fiorista che sono trattati con agenti chimici e pesticidi, parimenti sconsigliato il consumo di fiori colti per strada o nei giardini pubblici.

Utilizzare unicamente i petali, rimuovendo pistilli e i gambi.

Una semplice tagliata può diventare unica con l’aggiunta della calendula, mentre il sapore del pesce viene esaltato dal gelsomino. E che dire della rosa, della regina indiscussa di tutto il mondo floreale? Tante sono le ricette di facile esecuzione che offrono un tocco di eleganza e raffinatezza anche a piatti semplici con, tra l’altro, un risparmio: i fiori li abbiamo già in casa!

Con i petali dei gerani, che è facile coltivare in vaso nei giardini o sui davanzali  delle finestre, si preparano semifreddi, sorbetti, vini, liquori ed anche marmellate da accompagnare ai formaggi.

Prendere della ricotta fresca, unire un cucchiaio di olio, un pizzico di sale, del pepe, dell’erba cipollina tritata finemente, mescolare bene. Unire dei petali di geranio e tritati grossolanamente e mescolare bene. Servire in ciotole rivestite con foglie di insalata.