Moda: gioco tra effimero e concreto

Tutto il comparto che riguarda le ultime tendenze dell’abbigliamento, femminile e maschile, con una parola la moda, viene spesso considerata come un qualcosa di effimero, il piacere del superfluo, che toglie spazio alle cose profonde…come non citare le scarpette rosse della signora  Guermantes che inorridita anche solo al pensiero, di indugiare  per salutare l’amico Swann, ormai morente, nel momento in cui si accorge di non avere le scarpe della stessa tinta dell’abito da festa non si preoccupa più del ritardo, ma aspetta e manda qualcuno a prendere gli scarpini rossi….

Al di là di questi eccessi proustiani, l’avere cura nel proprio abbigliamento, e nel proprio aspetto esteriore, è una medicina di buon umore da non sottovalutare. Acquistare un abito nuovo da indossare anche solo semplicemente il giorno dopo al lavoro ci fa sentire meglio.

Medici e psicologi sono concordi nel sostenere che l’aspetto esteriore migliora notevolmente l’autostima e ciò dà il via a un vortice positivo che comprende relazioni sociali, benessere psico-fisico, successo etc…insomma ci illude di essere un po’ come le grande dame di Boldini…

Tanto è vero che è sorta una nuova figura e cioè il psychostylist e cioè un terapeuta che per curare una persona inizia dall’esterno insegnando a vestirsi in modo da combattere la falsa e poco lusinghiera immagine che uno ha di se stesso, per giungere alla piena accettazione di sé.

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