Risotto al Melone

Il melone, termine con cui si identifica sia la pianta rampicante , cucumis melo, sia il frutto, è antichissimo, in Sardegna sono stati rinvenuti semi che risalgono all’età del bronzo oltre mille anni prima di Cristo. Il frutto oltre essere molto gustoso da mangiare da solo o in macedonie, accompagnato con gelato, si sposa molto bene con il salato tra cui il risotto al melone.

Per 6 persone.
Ingredienti:
olio
mezzo bicchiere di vino bianco
mezza cipollotto bianco fresco
mezzo melone
parmigiano, una buona manciata
riso carnaroli circa 2,5 etti
panna fresca da cucina
pepe
brodo vegetale.

Stufare la cipolla, precedentemente tagliata a pezzetti finissimi, aggiungere il riso e tenendo il fuoco vivace versare il vino e girare per un minuto in maniera che l’alcool possa evaporare. Quindi versare  gradualmente il brodo vegetale che deve essere caldo e aggiungere il melone tagliato a tocchetti . A metà cottura inserire la manciata di parmigiano grattugiato. Mantecare con la panna fresca e pepare. Decorare, volendo,con palline di melone, utilizzando lo scavino.

L’arte dell’ARABESCO

Titus Burckhardt è stato il primo europeo a comprendere e diffondere  l’arte islamica. Tutta l’arte prodotta nel mondo islamico fin dalla sue origini ha come peculiarità caratteri ben diversi dall’arte occidentale che per molte versi si concretizza nell’immagine di Cristo e di tutto il pantheon più o meno sacro.

Nell’Islam, dove il Divino non si è mai manifestato in una forma umana, questo tipo di arte non potrà mai essere concepito.

L’arabesco con la sua ripetizione ritmica ha una finalità artistica molto diversa da quella dell’arte figurativa, anzi perfino contraria ad essa, giacché non vuole incatenare lo sguardo né attrarlo verso un mondo immaginario, come accade contemplando lo scorrere delle acque, le spighe mosse dal vento, il cadere dei fiocchi di neve, le fiamme che salgono dal fuoco. Tale contemplazione non produce alcuna idea prestabilita, ma piuttosto uno stato esistenziale che è allo stesso tempo tranquillità e vibrazione intima…..L’arabesco nato dallo sviluppo dei tralci vegetali obbedisce alle leggi del ritmo puro, di qui il suo fluire ininterrotto, le sue farsi opposte, equilibrio dei pieni e dei vuoti….”

Così scrive Burckhardt che spiega perfettamente la logica che sottende a questi preziosismi che ammiriamo nelle moschee e nei palazzi islamici, quest’arte pone l’uomo stesso come luogotenente di Dio stesso.

Si può comprendere il messaggio profondo abbandonandosi ad osservare l’arabesco: si viene catturati  come in vortice magico e le sensazioni, le immagini si liberano nella nostra mente quasi a precipitare in un caleidoscopio gigantesco che ruoti intorno a noi….

 

Gazpacho con pesto al basilico e mandorle

Il gazpacho è uno dei piatti più tipici della tradizione spagnola, andalusa, che va assolutamente servito freddo. Molte possono essere le varianti ma alla base ci sono sempre gli ortaggi della stagione estiva. La ricetta tradizionale prevede anche la mollica di pane ammorbidita, che si può sostituire con dei crostini sbriciolati.

Ingredienti per 6 persone:

6 pomodori succosi,
2 peperoni rossi,
una cipolla,
un cetriolo,
uno spicco d’aglio,
una buona manciata di foglie di basilico,
parmigiano,
mandorle  spellate,
olio,
sale,
peperoncino.

Sbollentare i pomodori per un paio di minuti e quindi eliminare la pellicina, pulire i peperoni dai semi, inserirli nel mixer con la cipolla e il cetriolo, frullare il tutto fino ad ottenere una crema. Aggiungere sale, peperoncino e lo spicchio d’aglio, far riposare in frigo per almeno quattro ore.
Preparare la crema di basilico frullando il basilico le mandorle il parmigiano e l’olio.
Servire freddo in bicchierini o coppette versando prima il gazpacho  e poi un paio di cucchiaini della crea di basilico.

Consigli per una buona evacuazione

Vivere bene, in salute, è un’aspirazione legittima. Per raggiungere una buona qualità di vita non si dovrebbe cadere in eccessi, consigliabile invece, mantenere abitudini quotidiane salutari. Quindi prima di tutto mangiare bene e di conseguenza avere una regolare evacuazione.

Ecco alcune buone regole per combattere la stipsi, sempre che non ci siano patologie particolari. La stipsi è un problema sempre più rilevante nelle società occidentali, legate a ritmi di vita frenetiche, ad abitudini alimentari non buone e a sedentarietà.

Ma non va nemmeno trascurato l’aspetto psicosomatico: conflitto tra il trattenersi e il lasciarsi andare, in altri termini tra il possesso e la donazione di qualcosa che ci appartiene. Ecco perché a volte la stitichezza può essere causata da situazioni ambientali stressanti. In questo caso, l’intestino, il nostro secondo cervello, si fa carico di tenere per noi quel poco che ci rimane, in una sorta di chiusura nei confronti del mondo che sentiamo minaccioso. Ovvio che, sebbene non sia per niente facile, bisognerebbe cercare di smussare le tensioni che si creano negli ambienti che più fanno parte della nostra vita: lavoro e famiglia.

Oltre a questo vi suggerisco alcune pratiche semplici ma molto efficaci soprattutto se seguite con costanza, in maniera da formare un vero e proprio stile di vita.

Iniziamo dalla mattina, bevendo appena alzati un bicchiere di acqua  tiepida con il succo di mezzo limone.

Preferire cereali integrali, che ormai sono molto diffusi, pasta, pane, riso etc. ricchi di fibre. Mangiare molta frutta, meglio se lontana dai pasti e preferibilmente a metà mattina e verdura sia cotta che cruda ad ogni pasto. Bere almeno un litro e mezzo di acqua durante la giornata, esclusa quella che si consuma durante i pasti. Cercare di svolgere un’attività fisica con costanza, da preferire, qualsiasi sport aerobico, dallo jogging all’acquagym.

Nei momenti di maggior difficoltà ricordarsi che alcuni prodotti hanno un forte potere lassativo, tra cui i Kiwi e le prugne, da consumare anche questi lontano dai pasti.

 

DISSETARSI E’ UN OBBLIGO

Abbiamo bisogno di bere almeno un litro e mezzo d’acqua ogni giorno e d’estate questo fabbisogno cresce, causa il caldo che fa aumentare la sudorazione. Con le temperature elevate, sembra quasi che il semplice bicchier d’acqua fresca non riesca a dissetare e questa sensazione in parte è vera perché si perdono diversi sali minerali che quindi abbiamo bisogno in qualche maniera reintegrare. Difatti è preferibile in estate adottare una dieta in cui il consumo di frutta e verdura sia superiore al resto dell’anno.

Per quanto concerne l’acqua suggerisco di tenere in frigo una caraffa di acqua insaporita da qualche erba aromatica o da un frutto. Alcuni esempi: menta, limone, arancia e mirtilli. E’ semplicissimo preparare queste acque rinfrescanti e nel contempo integratori: basta aggiungere qualche fettine di un limone, cinque, sei fragole, una decina di foglioline di menta etc. e tenere l’acqua in frigo per qualche ora prima di consumarla.

Nelle erboristerie vendono anche delle preparazioni per tisane dissetanti ed energizzanti che anche queste, dopo la bollitura, vanno bevute fredde mai ghiacciate.

 

Cibo di strada: Bretagna

Quando giunsi la prima volta in Bretagna, nella zona di Cancale, battuta dal vento, quello che avvertii in maniera forte, inaspettata, fu un profumo di ostriche unico. E per me, che ho sempre amato questi molluschi, era sentire la migliore eau de toilette. Percorrendo le stradine lungo la costa ci imbattemmo in piccoli chioschi che vendevano ostriche, rigorosamente  piatti da sei o dai suoi multipli. Mangiare le ostriche così, lungo la via, potendo scegliere, osservare come le aprono, sedendosi su una sedia sgangherata e guardando il mare è stata un’esperienza che ho ben impressa nei miei ricordi: fu un assaporare con più sensi, prima il profumo di cui l’aria era pervasa insieme al suono del vento, poi la vista, il tatto e infine il gusto …

Il consumo di cibo per strada consente di mangiare in maniera informale, meno costosa rispetto a ristoranti e trattorie. Secondo recenti stime della FAO , nel mondo quotidianamente  2 miliardi e mezzo di persone si cibano per strada. Lo Street Food non è peculiare solo nei paesi in via di sviluppo per i quali rappresenta una delle possibilità per soddisfare i bisogni alimentari, ma lo si trova in tutti i paesi del mondo, anche quelli come, ad esempio, Francia e Italia, che hanno una consacrata tradizione culinaria.

Quali sono le tipologie del cibo che si consumano per strada? Il finger food, gli snack, che sono legati alla tradizione anglosassone, ma anche tutti quelli della tradizione alimentare mediorientale ed asiatica ma anche quelle delle varie cucine regionali europee.

In Bretagna le occasioni di mangiare cibo di strada sono veramente invitanti: in qualsiasi paesino si può far colazione con le galette di grano saraceno, o con un semplice panino con il loro saporito formaggio, o gustando un piatto di moules (cozze) al roqueford, come abbiamo trovato in un baracchino a Saint-Malo, accompagnando il tutto con una buona birra.

E come aperitivo?  Un bicchiere di sidro.

 

Nomadi Digitali: lavoro del futuro!

                                                    foto di Andrea Margarita

E’ risaputo che tempo e spazio sono e saranno sempre di più, le ricchezze di questo millennio, tempo e spazio che si coniugano in tanti modi. Uno di questi sicuramente è il lavoro, un lavoro che ha bisogno di tempi propri, non strettamente legati a timbrature di cartellino e di spazi pressoché infiniti: ecco il nomadismo digitale!

Chi sono i nomadi digitali?  Tutti coloro che  conoscono molto bene il Web e che riescono a  sfruttare ogni tecnologia informatica per migliorare la propria vita ed essere liberi da ogni imposizione che un lavoro “fisso” comporta. Si può viaggiare in qualsiasi parte del mondo con il proprio portatile purché ci sia una connessione internet. Non è necessario avere un ufficio statico, ma da qualsiasi caffetteria, stanza d’hotel, aeroporto si può con tranquillità svolgere le proprie funzioni.

Sono i pionieri di una nuova era, basata sulla mobilità e sull’indipendenza, in un mondo che ormai non ha più barriere, dove chi non è connesso è out. Il nomade digitale è un minimalista, propende per un risparmio nei consumi, per un rispetto generale all’ambiente, dando come priorità valore proprio al tempo allo spazio e quindi alla propria libertà.

Sono sorti molti siti specializzati che danno indicazioni precise per chi ha intenzione di intraprendere una carriera viaggiando e scoprire il mondo: quali sono le competenze necessarie, i canali giusti, i servizi più richiesti, i contatti opportuni etc.

Tutti i siti del settore avvertono però che i guadagni, soprattutto all’inizio non sono alti, spesso inferiori a quelli che il posto fisso può garantire, e anche il monte ore di lavoro, supera le otto giornaliere, ma non importa perché quel senso di libertà, di poter essere ovunque, di lavorare di notte, magari al mare, dall’altra parte del mondo è impagabile!

Latte alla Portoghese

Classico dolce di origine portoghese, di facile e rapida esecuzione, notoriamente noto come crème caramel

Per 6 persone.

Ingredienti:

2 tuorli
130 g di zucchero
1 pizzico di sale
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di acqua
mezzo litro di latte
1 uovo intero
Preparare il caramello in un tegamino versando i due cucchiai di zucchero e uno di acqua. Far rosolare fino a quando lo zucchero diventa liquido e della giusta colorazione. Quindi versalo negli stampini. Battere a parte le uova con i 130 g di zucchero e il pizzico di sale e aggiungere il latte. Versare la crema negli stampini. Coprire gli stampini con della carta di alluminio e posizionarli in una pirofila con acqua calda. Cuocere a bagnomaria in forno a 180° per circa un’ora. Lasciare che si raffreddino naturalmente e poi tenerli in frigo per tre quattro ore, almeno, prima di servire. Si può utilizzare anche un unico stampo più grande, diametro 20 cm: poi il creme caramel sarà diviso come una qualsiasi torta.

TreeClimber

E’ il sogno di ogni bambino: è a cavaIlo tra una attività sportiva e una delle pratiche di coltura arborea: il treeclimbing, è una tecnica di arrampicata sugli alberi che consente di accedere alle chiome e muoversi all’interno protetti da una imbragatura. La tecnica nata negli Stati Uniti con funzioni prevalentemente di potatura e messa in sicurezza degli alberi si è poi trasformata anche in competizione sportiva diffondendosi in questi ultimi decenni in tutta Europa.

                              arrampicata sugli alberi – 3-4 giugno 2017 Treviso

In Italia da circa vent’anni è nata la Rete Formazione Albero, attorno alla scuola agraria del Parco di Monza per volere di tecnici agronomi e arboricoltori divulgatori di questa pratica che si è trasformata successivamente in una attività sportiva.

                                        reggia di Monza (foto di Alessandra)

L’obiettivo di questa associazione è nella formazione e nella divulgazione delle attuali tecniche di treeclimbing e delle conoscenze di arboricoltura moderna per sensibilizzare tutti gli operatori e non, agli aspetti della sicurezza sul lavoro, il rispetto dell’entità  albero e soprattutto la valorizzazione del rapporto tra uomo e natura riportandoci concretamente a quell’immaginario favoloso che un po’ tutti hanno vissuto attraverso le avventure di Tarzan e del Barone Rampante.

Metodi Naturali contro le Zanzare

Mettiamo sui nostri poggioli geranei, lavanda e citronella, circondiamoci di erbe aromatiche come menta, salvia e rosmarino, chi ha un giardino pianti un bell’arbusto di catambra tutte piante belle e che emanano un buon odorato, per noi non eccessivamente forte, ma veramente pestilenziale per le zanzare.

Oltre a decorare davanzali, terrazzi e giardini con piante scaccia-zanzare, possiamo adottare altri metodi naturali, senza dovere intervenire con l’uso di insetticide, zampironi ect che sono dannosi anche alla nostra salute, nonché un costo che si può eliminare.

Poi ci sono li oli essenziali come la lavanda che è consigliabile in camera da letto che oltre a tener lontane le zanzare concilia il sonno, l‘eucalipto, la citronella, il geranio.

Non sarebbe male poi posizionale ad un muro esterno della propria abitazione una bat box: i chirotteri sono animali efficaci non solo contro zanzare ma anche mosche moscerini, mangiando in una notte anche 2000 insetti.

 

E poi un altro ritrovato super ecologico contro le zanzare, compresa la tigre, è il bicchiere d’acqua ovvero le  ovitrappole. Sappiamo che zanzare amano l’acqua stagnante necesseria alla loro riproduzione, nella quale depongono le uova che in pochi giorni si schiudono. E’ sufficiente riempire un contenitore, preferibilmente di colore scuro, con dell’acqua e posizionarlo sul terreno in un luogo ombroso. Ogni quattro, cinque giorni va svuotato sulla stessa terra, sciacquato e riempito nuovamente. Se si è impossibilitati a questa operazione da farsi con cadenza si possono acquistare le ovitrappole fornite di retina che impedisce lo sfarfallamento delle nuove zanzare.

Liberi da zanzare e dai perniciosi insetticidi!