L’anno della morte di Ricardo Reis – Lisboa

Ho iniziato così ad amare la capitale del Portogallo, leggendo questo bellissimo romanzo di Saramago che rimanda, ovvio, a Ricardo Reis, uno degli eteronomi di Pessoa, e da qui la catena continua, tutta una serie di romanzi, autori, film… che si legano in un unico denominatore: Lisboa.

Un paese lo conosci se lo visiti anche se solo da turista, ma la conoscenza più profonda si ha molte volte attraverso gli occhi altrui che ti regalano degli occhiali in grado di raccontare, di svelare il nascosto che c’è in un luogo trasformandosi in guide impareggiabili.

Ho avuto come guida Pessoa, Saramago, Tabucchi, e tanti film…

Poi quando ci sono arrivata la prima volta, purtroppo non in piroscafo dall’America e nemmeno in treno, ho ricercato quell’atmosfera fatta di luci di sapori…gironzolando per il pittoresco quartiere Alfama e quello del Barrio Alto godendo scorci sull’estuario del Tago che si aprono inaspettati tra una casa e l’altra e assaporando quella vita sonnolenta delle prime ore del pomeriggio…

                                                                                                          Tram n. 28

Il tram 28 va assolutamente preso, anche se oggi , soprattutto in certi periodi dell’anno è una delle grandi attrattive turistiche, per cui sempre strapieno: ho risentito i suoni, respirato i profumi di cui mi aveva raccontato Ricardo Reis…

Per fortuna, non esiste più la Lisboa piegata dal salazarismo, così come mezza Europa violentata dalle dittature, oggi è una delle belle capitali europee, dove si mangia un ottimo pesce atlantico, si può ascoltare il fado oltre visitare importanti monumenti.

                                               Particolare del chiostro di san Jeronimos

Cito, tra tanti, il monastero di San Jeronimos, nel quartiere di Belem, costruito nel sontuoso stile manuelino, ( un insieme tra tardo gotico e rinascimento) fatto costruire per celebrare i ritorno del navigatore portoghese Vasco de Gama che ivi riposa con il poeta navigatore Luìs de Camoes e con Fernando Pessoa che ci ricorda I know not what tomorrow will bring…

                                                                                Monumento alle scoperte  

 

Si ringrazia Luciano per le foto

 

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