LA SORPRESA!!!

 

Noi abbiamo bisogno di tutti i sentimenti, l’amore certo in primis, ma anche il dolore, la paura, la compassione, ma soprattutto la sorpresa.

E’ l’evento imprevisto, quello che proprio non si poteva prevedere che ci dà la forte sensazione di essere vivi: non necessariamente devono essere grandi cose, che sconvolgono l’esistenza, tutt’altro. Provare un forte stupore per cose che interrompono anche se di poco la monotonia del giorno è salutare: un messaggio da una persona che si era quasi dimenticata, un invito a cena da una coppia che proprio non si sarebbe mai aspettato, l’arrivo  imprevisto di un parente lontano, la cancellazione di un volo e l’odissea del viaggio in treno, che diventa un’avventura…

Alzarsi la mattina e conoscere già alla perfezione come si svolgeranno le ore della giornata, anche se in condizioni ottimali, di allegria e serenità va bene per una volta, due, tre…ma poi inevitabilmente subentra la noia, quella noia della ripetitività. E vero che noi abbiamo bisogno di punti fermi, di azioni che nella loro consuetudine ci danno certezze, ma rifuggiamo nel contempo dalla noia: allora bisogna camminare su quel filo invisibile tra questi due opposti la consuetudine (certezza) e la sorpresa (imprevisto) anche se questa, a volte, non è sempre positiva.

La capacità di provare stupore, questa emozione breve ma intensa, dà il friccicorio della vita. La sorpresa varia di intensità e si stempera in un’altra emozione a seconda del tipo di evento, può sfociare nella gioia, nella paura, nel disgusto, nel dolore…

Ecco quali sono le consuete tracce  della mimica facciale che indicano sorpresa: sopracciglia incurvate e rialzate  che creano delle rughe orizzontali sulla fronte; occhi sgranati mostrano la parte bianca intorno all’iride (la sclerotica); mascella spesso abbassata e la bocca più o meno aperta.

BASILICO IN VASO

        vari tipi di basilico in vaso: rosso, greco, ligure, tailandese.

Il basilico pianta aromatica che molto bene si coltiva in vaso abbellendo terrazzi e davanzali, in tutto il bacino mediterraneo. Coltivare il basilico è facilissimo. Si acquista direttamente la piantina e si travasa in un vaso di terracotta di medie dimensioni (a seconda della varietà, il basilico può raggiungere dai 30 ai 60 cm d’altezza).

L’esposizione al sole deve durare dalle 6 alle 8 ore al giorno, perciò è preferibile collocare il vaso in un luogo mediamente soleggiato. Il momento migliore per l’innaffiatura è al mattino presto, quando il sole non batte ancora eccessivamente. D’estate il sole tenderà a essiccare velocemente il terreno e sarà necessario innaffiare la pianta più spesso. In ogni caso, è importante che il terreno non sia né troppo secco, né troppo bagnato.

La pianta del ocimun basilicum ha lo stesso etimo di basileus antichi sovrani dell’impero romano d’oriente. Quindi indica una pianta di re.

Macabra e sconcertentante la tradizione legata al basilico in vaso che ci proviene dalla novellestica popolare siciliana, ripresa anche da Boccaccio nella famosa novella di Lisabetta da Messina: l’innamorata che seppellisce proprio in un vaso di basilico ( pianata regale) la testa del suo amante…

A dispetto di questa tradizione, il basilico è un’ottima pianta aromatica da sempre usata nella cucina mediterranea, per insaporire sughi o alla base del famoso pesto genovese.

Esistono diverse varietà da quello greco con foglie piccole e molto profumato,  il basilico rosso meno profumato, quello tailandese, quelli profumati alla cannella al limone, alla liquirizia..

Questi profumi, la bellezza, nella loro semplicità, delle piantine di basilico, l’utilizzo che se ne fa in cucina e non da ultimo la barriera naturale che questa pianta aromatica crea alle zanzare, che non la amano, sono tante qualità unite con cui adornare le nostre terrazze e i nostri davanzali.

 

ACQUA ACQUA ACQUA…

 

Michael Burry economista, è stato uno dei primi investitori a riconoscere e trarre profitto dalla  crisi subprime del 2008. Oggi ha scomesso sull’acqua….. Perché?

Perché purtroppo ce ne sarà sempre meno di acqua, di acqua dolce e potabile sul nostro pianeta. E il suo costo si alzerà notevolmente. L’acqua diventerà l’oro blu del XXI secolo!

L’acqua è il bene più prezioso: si sa, non può esistere vita senza acqua.

In Italia la brutta abitudine di bere acqua in bottiglia sembra stia piano piano diminuendo e per fortuna! La nostra acqua a parte qualche eccezione è veramente ottima, controllata e sicura: spesse volte risulta molto più pura rispetto all’acqua in bottiglia che compriamo al supermercato. Alla fonte  e nel processo di imbottigliamento molti  e soddisfacienti sono i controlli-qualità ma l’acqua subisce poi un trasporto non sempre corretto: bottiglie di plastica che vengono lasciate al sole.

Gli standard a cui dovrebbe rispondere l’acqua potabile di falda, sono elevati. I dati relativi all’analisi dell’acqua, sono pubblici e disponibili per ogni comune e in genere l’acqua della nostre città non solo è sicura perché sempre controllata ma è anche molto buona.

 

Non solo i quantitativi folli di plastica che pesano sull’ambiente ma anche  e, soprattutto il trasporto dell’acqua minerale su tutto il territorio. Dal punto di vista della salute, inoltre, questo lungo percorso non si può definire totalmente sicuro. Il pericolo resta l’eventuale “sosta” delle bottiglie sotto il sole o al caldo. In questi casi, infatti, il contenitore potrebbe rilasciare nell’acqua sostanze non proprio amiche per il nostro star bene. Molto meglio, a questo punto, optare per le bottiglie di vetro.

Ma meglio di tutto è bere acqua del rubinetto: è ecologico, perché non comporta lo smaltimento di imballaggi di plastica e vetro.

L’ acqua di rubinetto è economica. Pensa che una cassa da sei bottiglie di acqua minerale costa in media 2,50 euro, lo stesso quantitativo di acqua di rubinetto costa 1,4 centesimi: quasi 200 volte in meno!

L’acqua del rubinetto è buona e sicura, sempre controllata!

Ultimamente molte città tra cui anche Roma Capitale, hanno istallato distributori di acqua, gratuiti e a pochi centesimi, acqua dell’acquedotto, liscia o anche addizionata con anidride carbonica.

Quindi se anche le amministrazioni ci danno delle indicazioni precise di comportamento perché non seguirle e aiutare, con le nostre piccole azioni, il pianeta, tenendo fermo che lo spreco d’acqua è deprecabile: quindi, bere molto che fa bene ma mai sprecare l’acqua!

 

IO E LA BARCA A VELA

Ecco cosa ci racconta la mia amica Gloria, grande appassionata di barca a vela, che ci regala qualche informazione che può essere utile per la prossima estate.

 

Sono trascorsi all’incirca dieci anni da quando ho scoperto le vacanze in barca a vela.

E da allora non ho più potuto fare senza… un vero e proprio colpo di fulmine!

Se seguite questo blog, conoscete già il perché…

E’ successo quasi per caso… l’amico dell’amico che organizza una settimana di vacanza in barca a vela… qualche posto ancora disponibile e… da cosa nasce cosa!

                                                                                              Tramonto sul mare

 

Il nome del gruppo prometteva bene: “Quelli che onorano la primavera andando in barca con Lorenzo!” (collegamento al gruppo su fb se vuoi) Solitamente il periodo prescelto era tra il 25 aprile ed il 1^ maggio o giù di lì, le mete preferibilmente nel bacino del Mediterraneo: piccoli gruppi di isole della Sicilia, della Grecia, Maiorca; sufficientemente a sud per trovare un clima mite senza dover affrontare estenuanti viaggi.

Con un volo aereo si raggiungeva l’isola principale dove si trovava il charter dal quale avevamo preso a noleggio le barche; ogni primavera era storia a sé, il numero di imbarcazioni affittate e di conseguenza il numero dei partecipanti alla crociera: flottiglie di 2, 3 o anche 4 barche.

                                                                                                                     Egadi 

Tutto veniva minuziosamente organizzato dal nostro ammiraglio Lorenzo, a bordo ciascuno portava il proprio contributo secondo le sue capacità (chi faceva lo skipper, chi aiutava con vele e cime, chi si occupava della cambusa e dei pasti) e si veleggiava di isola in isola per un’intera settimana. Lorenzo è stato l’elemento catalizzatore per buona del gruppo (molti erano suoi amici o conoscenti) ma poco a poco le conoscenze si sono al

largate ed il numero dei partecipanti è via via aumentato. Nessun limite geografico: all’aeroporto convergono ogni volta voli da Lombardia, Piemonte, Veneto, Puglia, Lazio ma anche dalla Romania!

E come spesso succede da incontri casuali sono nati nuovi amori e si sono formate nuove famiglie, come pure qualche storia è finita…c’est la vie! Tanta gente è passata e tanta ancora ne passerà: strade che si sono incrociate  e che poi sono tornate a correre parallele salvo poi incrociarsi nuovamente, magari dopo qualche anno.

Lorenzo continua ad essere fulcro di questo grande gruppo ed ai suoi amici dà anche altre opportunità di incontro: Aria di Burrasca la sua barca a vela ormeggiata in darsena a Chioggia, nella bella stagione rappresenta un punto di incontro e di ritrovo per quanti vogliano trascorrere qualche giornata veleggiando in laguna.

Continuate a seguirmi in questo blog.. vi narrerò di qualcuna delle nostre vacanze nel Mediterraneo, alle Incoronate su Aria di Burrasca o addirittura in lontani paradisi tropicali….!

Gloria

https://www.facebook.com/groups/746584695379510/

 

MEDITAZIONE CAMMINATA

La meditazione è una pratica che si utilizza per raggiungere una padronanza di se stessi,  con lo scopo di raggiungere un benessere psicofisico. Lo stato di meditazione viene raggiunto con la totale concentrazione dell’attenzione nel momento presente annullando qualsiasi altro pensiero.

Molti sono le tecniche di meditazione, dallo yoga, alla meditazione trascendentale, a quella zen. ognuna di queste richiede pratiche diverse,  per ottenere comunque sempre un risultato di liberare la mente , abbattere lo stress e farci vivere meglio.

Un particolare tipo è la meditazione camminata. Una tecnica di meditazione in movimento, anche questa antichissima insegnata dello stesso Buddha che permette di svuotare la mente durante lo spostamento

Si può imparare questa tecnica anche da soli: è bene prima esercitarsi in casa, in una stanza in cui si possa avere qualche metro a disposizione. Si inzia a piedi paralleli: si alza il piede destro, si avanza e si appoggia, tutto molto lentamente e concentrandosi sul movimento delle  gambe. E poi, di seguito con il piede sinistro, alzare, avanzare, appoggiare.  All’inizio per cinque-dieci minuti, e poi via via aumentando il tempo e anche la velocità dell’azione ma rimando sempre concentrati su quello che si fa, sul qui e ora. Ogni giorno per almeno venti muniti la meditazione camminata può essere una valida alternativa alle classiche meditazioni, sicuramente più vicina al nostro sentire occidentale. Quando si è padroni della tecnica si può praticarla anche in mezzo alla gente mentre si compie uno spostamento necessario, ad esempio casa-ufficio. Certo è sempre preferibile scegliere un luogo  immerso nella natura per aumentare così gli effetti benefici.

Riga museo all’aperto

La città di Riga capitale della Lettonia vanta una notevole quantità di edifici in stile Jugendstil, che furono eretti nel periodo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, molti di questi progettati dall’architetto Michail Osipovič Ejzenštejn.

 

Alberta iela  – Diana cacciatrice e mascherone tragico

La maggior parte di questi edifici sono concentrati in un quartiere ben definito della città moderna e dichiarati nel  1997 insieme a tutto il centro storico di Riga – Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.

 

                                                                   facciata palazzo in Alberta iela

L’Art Nouveau arrivò nella capitale lettone, allora facente parte dell’impero russo,con un certo ritardo rispetto ad altre città europee ma non per questo con meno vigore. In seguito all’abbattimento della cinta di mura medioevale e dei prospicienti sobborghi costituiti da case di legno, l’intera area a nordest del centro storico divenne il gigantesco cantiere della nuova Riga, in cui diversi  architetti lettoni, tra cui E. Laube, A Vanagas, E. Pole, J. Alksnis, contribuirono a creare un armonioso quanto variato susseguirsi di elaborate facciate.

 

                                               mascherone stilizzato di soldato greco

Tra le vie principali si questo museo all’aperto dell’Art Nouveau lettone da segnalare Alberta iela ed Elizabetes iela, situate al centro di una tranquilla ed elegante zona residenziale creata dal nulla al principio del secolo scorso. Molti sono i richiami all’Antico Egitto così come alla tradizione classica greca: sfingi, teste di meduse, mascheroni, personaggi mitologici che interagiscono con elementi autoctoni del Romanticismo nazionale.

 

                                                                                      interno scale elicoidali

Passeggiare con il naso all’insù è fondamentale per godersi questi palazzi splendidamente decorati, ma che secondo i dettami del nuovo senso dell’abitare, offrono anche al loro interno comodi appartamenti, con stanze ampie e luminose: la nuova ricca borghesia cittadina non solo deve apparire ma anche vivere nella comodità.  Alcuni di questi appartamenti sono visitabili: gli spazi e gli arredi dell’epoca ancora oggi sono di grande attualità.

 

                                                                facciata palazzo in Elizabetes iela

I palazzi dello Jugenstil, lo stile che si basa sul potere dei simboli, sono sparsi un po’ in tutto il centro storico e ben si armonizzano con i palazzi più antichi, medievali e rinascimentali perché riprendono la tradizione architettonica locale creando scenografie eclettiche uniche tutte da scoprire..

 

Quei capi che si devono avere in armadio

In questo periodo in cui i venti di crisi si fanno sempre più forti non dobbiamo assolutamente rinunciare al nostro look…anzi, essere eleganti, ben preparate è sempre fondamentale non solo per gli altri ma in primis per noi stesse:  vedersi bene equivale molte volte a sentirsi bene!

Vero è che molte volte si guardano vetrine accattivanti ma rinunciamo ad entrare…altre necessità ce lo vietano.

Allora è opportuno, ogni stagione, fare degli acquisti ben meditati: il capo moda, il capriccio di stagione, perché no, regaliamocelo, ma cerchiamo, non avendo tante possibilità, tra quelle marche di un terget economico medio -basso che offrono sempre il capo moda.  E se si sa scegliere, basandosi sulla linea e tonalità che ci stanno meglio, abbinandolo con l’accessorio intonato, nessuno può supporre che sia un vestito di poco prezzo.

Puntiamo sulla scelta qualità su quei capi intramontali che è bene avere in armadio, quei capi che diventano soluzioni per tutte le stagioni:

camicetta bianca – forlard – maglione cachemire pesantezza media – borsa pelle nera- tubino nero o grigio scuro.

 

E questi devono capi devono essere di primissima qualità, sia per tessuto che per fantasie e rifiniture. Possiamo facilmente abbinarli anche un abitino acquistato su una bancarella al mercato….

 

FUSILLI CON ASPARAGI E STRACCHINO

Per 6 persone
Ingredienti:
500 g fusilli integrali
1 kg di asparagi verdi
500 g di stracchino
mezzo bicchiere di latte
250 g di besciamella
5 cucchiai di parmigiano reggiano
50 g di pane secco grattato
sale
pepe

Pulire gli asparagi e lessarli per circa 5 minuti. Poi passarli al cutter tranne una decina per la decorazione, aggiungere lo stracchino e ammorbidire il tutto con il mezzo bicchiere di latte, salare e pepare. Cuocere la pasta e amalgamare il tutto disponendo in una pirofila imburrata. Ricoprire con il pane grattato gli asparagi interi e la besciamella. Infornare a 200° statico  per circa mezz’ora fino a che si sia formata la crosticina.

RESTERA : da Treviso a Casale sul Sile

 

E’ sicuramente una delle più belle ciclovie italiane, che rientrano nel circuito europeo München- Venezia.

Partendo dal capoluogo della Marca oggi si può arrivare al mare seguendo una facile e suggestiva pista ciclabile. Oggi percorriamo la prima tappa di una ventina di chilometri da Treviso  a Casale sul Sile.

 

                                                                                                                      Casale sul Sile

Le alzaie sono gli argini sovrastati da sentieri in terra battuta da dove i barcaroli con lunghe corde trascinavano  i burci (barconi per il trasporto delle merci) per risalire il fiume. A volte, nei tratti con la corrente più forte, venivano utilizzati buoi o cavalli.

                                                                     scorcio del Sile  a Treviso

 

Luogo di partenza è la riviera Garibaldi sul ponte Dante, dove la stele con inciso “… Sile e Cagnan s’accompagna“, ricorda il passaggio del sommo poeta a Treviso.
Attraversate le mura ed il ponte si prosegue  lungo il fiume, percorrendo la restera, lungo la quale si esce dal centro storico passando sotto il ponte della ferrovia arrivando in località Fiera.

                                                                                                         ansa del Sile a Fiera

Il percorso tutto in pianura, facile, ben protetto, con punti frequenti per soste è una sorpresa costante: alla teoria le case ottocentesche, rotta da antichi mulini, alcuni di questi oggi recuperati con validi restauri, si susseguono le coltivazioni anche queste inframezzate da ville e case coloniche e qualche antica fabbrica sorta lungo il fiume per comodità di trasporto.

                                                                             scorcio del Sile nei pressi di Casier

 

Dopo la centrale idroelettrica di Silea, da poco restaurata, si percorre il lungo ponte sopra il suggestivo cimitero dei burci arrivando  a Casier.

                                                                 centrale idroelettrica di Silea

Si proseque sempre per l’alzaia , ombreggiata dalla ricca vegetazione. Arrivati a Cendon si può prendere il traghetto che porta sulla riva destra da cui si diramano altre ciclabili oppure continuare sempre sulla riva sinistra. Stupendo è il bacino di rami morti del Sile ricchi di ninfee,  attraverso i ponti – passerelle si possono  ammirare le profonde anse del fiume di risorgiva, sempre calmo, fino arrivare a Casale, dove si conclude la nostra prima tappa all’ombra della  medievale torre dei Carraresi

                                                                                                                                  Casier

 

 Naturale del Fiume Sile – Le Alzaie

www.parcosile.it/pagina.php?id=102

i pezzi da design

Pezzi di design impreziosiscono sempre un  ambiente. Ci sono due filosofie nel creare un interno: arredare basandosi su l’impronta esclusiva dell’architetto, dove tutto è studiato oppure, avendo sempre un disegno di insieme, giocare sui contrasti, sulle proprie passioni, su il recupero di cose di famiglia etc. e trasformare la propria casa nel nostro biglietto da visita.

Mi piace entrare a casa di un amico e percepire un tratto nascosto della sua persona. Le abitazioni sono sempre uno specchio di chi le vive ed è un piacere scoprirle.

servizio in porcellana classico con caffettiera conica Aldo Rossi per Alessi 

Trovo che l’inserimento di pezzi di design firmato – le copie sono sempre da evitare – possono essere inseriti in qualsiasi arredo da quello in stile a quelli moderni, minimalisti. Poi naturalmente sarà sempre l’insieme a definire il carattere della persona, certo il contrasto design/antico può significare una personalità eclettica oppure un padrone di casa mutevole o ancora un signore che ama gli eccessi. Ci saranno poi altri elementi nella casa che daranno ulteriori informazioni di chi la abita, basta osservare con attenzione.

                                            sedie Kartell Victoria Ghost – tavolo fine ‘800