Vintage ma con parsimonia

Vintage sembra diventata una parola d’ordine, quando non si sanno giustificare le scarpe stinte o quando la gonna è decisamente di una lunghezza inopportuna che non ci dona e che ci trasforma in spaventapasseri pittoreschi.

Io adoro le cose che hanno storia, qualsiasi cosa, dagli abiti all’arredamento, ma solo se questi oggetti diventano nostri, solo se ce ne appropriamo. In primis cerchiamo tra le robe vecchie di famiglia, nei bauli, nelle soffitte, sicuramente si troveranno le vecchie foto degli zii, lo scialle ricamato della nonna e con un po’ di fortuna un vecchio tavolo da gioco di qualche trisavolo.

Quindi ridiamo vita alle testimonianze del nostro passato ma sempre studiando abbinamenti che ci donino e che siano al passo con i tempi.

Se proprio non si resiste all’acquisto del capo vintage, mercatini di questo genere si trovano ormai in tutte le città italiane così come negozi specializzati nel settore.

Fate sempre attenzione soprattutto per gli abiti, controllate che la stoffa non sia tarmata o troppo usurata, per la pelletteria in genere accertatevi sempre che le cuciture siano perfette, gli angoli e le piegature non usurate.

 camicetta fine anni ’50, di mia madre, in raso di seta, che in genere abbino con una gonna tubino marrone o con un paio di jeans

Collane, collane, collane

E’ sufficiente una collana per impreziosire qualsiasi mise….Se abbiamo un vestito bianco estivo, fresco, semplice ecco che la collana etnica va benissimo: le possiamo trovare nei mercatini equo-solidali, o se si è più fortunate in un nostro viaggio in luoghi esotici.

  Oppure la collana di design, creata con materiali poveri a volte di recupero che danno quel tocco di stravaganza anche alle signore più legate alla tradizione. https://www.facebook.com/My-Doro-609005252551803/?fref=ts

 …ecco la sapienza artigianale che riesce a creare dei veri  e propri capolavori con semplice perline…

…..e l’infinita serie di ciondoli come questo realizzato con piccole schegge di corallo.

Impariamo dai gatti

I gatti sono tra gli animali che vivono con noi, quelli che meno sono disposti a modificare le loro abitudini: al gatto non possiamo insegnare però dal gatto possiamo imparare…..

  1. stiracchiamento: quando si svegliano i gatti prima di mettersi in moto dedicano non poco agli allungamenti e sbadigli. Facciamolo anche noi: si può iniziare già a letto e poi, sempre con massima dolcezza dei movimenti, una volta in piedi, interessando tutti i muscoli dalla testa ai piedi, compreso il volto. E’ uno stretching elementare ma che aiuta a partire.
  2. pulizia: in ordine è la seconda attività a cui i gatti si dedicano con cura e precisione. Su questo punto non credo ci sia nulla da dire: è un imperativo! Capelli, corpo, denti sempre puliti, in ordine, profumati.
  3. curiosità: anche il gatto “vecchiotto” non smette di essere curioso. E’ sempre interessato, per lui la gioia della scoperta e della conoscenza è palpabile: impariamo a guardare il mondo che ci circonda con curiosità. E’ una chiave per rimanere giovani.
  4. caccia: anche il gatto unico di casa, che fa i capricci se non ha le crocchette della sua marca preferita, non abbandona la caccia. Ma per lui è divertimento! Per questo quando usciamo dobbiamo essere ben armate – i nostri armadi ci daranno ogni giorno il suggerimento per l’arma di seduzione più adatta.
  5. attesa:  cosa fanno i nostri amici felini per lungo tempo: osservano con attenzione quello che avviene attorno a loro. Guardano e imparano, sanno attendere prima di sferrare l’attacco, ma sono capaci di lasciar andare e tornare sui loro passi.                                                                                                                                                                              E ogni loro azione è sempre all’insegna dell’eleganza!

Prepariamo la tavola!

Per qualsiasi occasione, che sia di fiandra, lino o cotone la tovaglia dev’essere perfetta perché parla di noi.

Per prima cosa stendere sul tavolo il mollettone, che può essere o di tessuto simile al fustagno ma peloso o in tessuto plasticato sempre di colore bianco e leggermente più grande del piano ma che non deve mai fuoriuscire dai bordi della tovaglia.

Il mollettone è fondamentale perché impedisce alla tovaglia di scivolare e dà un senso di morbidezza attutendo i rumori  quando si spostano gli oggetti .

Nel caso di tovaglie ricche di trafori si avrà cura di posizionare sotto la tovaglia un telo di lino, cotone o altro materiale,  in contrasto per far risaltare il decoro.

Per quanto riguarda la caduta della tovaglia, in genere sono 30 centimetri, per le occasioni più importanti si arriva a una ventina di centimetri da terra fino al “tavolo vestito”  che prevede la tovaglia fino a terra.

Ma in qualsiasi caso, che si prepari per la cena tra amici in giardino o per la serata importante la tovaglia dev’essere pulitissima senza aloni e ben stirata: prima di stenderla sul tavolo eliminare i segni della piegatura.

I tovaglioli si possono disporre a sinistra, a destra o sul piatto piano. Evitare le piegature con forme strane come si usavano nelle corti rinascimentali. I tovaglioli possono essere abbinati alla tovaglia ma si possono scegliere anche di un diverso colore in sintonia con i piatti o i bicchieri o il centro tavola.

Salame al cioccolato

E’ una delle ricette più semplici che si imparano da ragazzine. Non serve cottura, tempo di preparazione 15 minuti, più una mezza giornata di riposo in frigorifero.

E’ una ricetta che si basa sul riutilizzo delle briciole di biscotti.

Ingredienti:

150 g di burro – 100 g di zucchero – un uovo – 200 g di biscotti – 100 g di cacao – un cucchiaio di marsala – 100 g di mandorle – un pizzico di

Tritare i biscotti e mandorle grossolanamente, usare preferibilmente i rimasugli di biscotti che si depositano sul fondo del loro contenitore. Amalgamarli con tutti gli altri ingredienti  (il burro per lavorarlo va tenuto fuori dal frigo un paio di ore). Dare forma al composto di un saleme e avvolgerlo nella carta forno.  Metterlo peralmeno tre ore in congelatore e un altro paio in frigo prima di servirlo.

L’idea in più: aggiungere al composto, se magari non si hanno tante mandorle, altra frutta secca, uvetta etc…insomma tutto quello che si trova in frigo e che va finito.

La coccola del lunedì

Il lunedì, mie care, per molte è la giornata più faticosa: ebbene iniziamola con una coccola!

Intanto il consiglio di sempre, alziamoci per tempo, prendiamoci cura di noi quando ancora la casa è silenziosa, è non c’è frenesia attorno. Perché non scegliere per questa mattina di inizio settimana, un caffè aromatico alla nocciola o alla zenzero o semplicemente con una spruzzata di cacao. Oppure per chi non ha troppi problemi di linea una fetta di dolce fatto in casa. Impariamo già dal lunedì ad iniziare la giornata con calma, scegliendo una attività che più ci è congeniale: 15 minuti di ginnastica da camera, la lettura del quotidiano, l’ascolto delle notizie.

E poi dopo la domenica passata in relax, interessiamoci del nostro aspetto e presentiamoci al lavoro ben preparate.

Una scelta vincente: il tailleur del lunedì.

Il taxi è chic

Chi di voi non ha presente quelle scene di film americani,  dove da un’auto gialla, insignificante, si vedono sbucare un paio di gambe perfette  che  una volta sul marciapiede stanno in perfetto equilibrio su tacchi vertiginosi.

Qui in Italia siamo più legate all’auto di proprietà, ma se non si ha una vera esigenza di spostarsi quotidianamente con la macchina, perché non sbarazzarsene e fare una scelta più ecologica, più economica e anche più charmant.

Se abitiamo in una città grande o piccola che sia, calcoliamo in quanto tempo raggiungiamo il posto di lavoro con mezzi alternativi alle quattro ruote, tram, bicicletta, piedi. E la zona dove abitiamo è sufficientemente servita?

Se il posto di lavoro lo raggiungiamo facilmente in metro o a piedi, se abbiamo sotto casa gli alimentari e magari, a pochi passi, il mercatino dell’orto-frutta a chilometro zero, beh perché non vendere la nostra auto?

Il risparmio annuale di un’utilitaria che faccia 10.000 chilometri circa, si aggira attorno ai 3.200 euro ( dati che si trovano sui giornali finanziari).

Pensate, con questa cifra, quante volte potrete scendere da un taxi ed arrivare direttamente all’ingresso del teatro e nel contempo risparmiare!

Iniziamo dalle Scarpe!

Pochi soldi ma spesi bene. E’ regola base.  Prima di iniziare lo shopping sapere quello che veramente serve. Iniziamo dalle scarpe. Ovvio!

Controlliamo le nostre vecchie calzature, quelle adatte alla primavera: per prima cosa eliminiamo quelle  sformate, scolorite, quelle decisamente fuori moda!  Attenzione a tacchi e punte: sono l’indice incontrovertibile dell’età!

E senza rimpianti facciamo spazio in scarpiera: regaliamo alla Caritas o a qualsiasi altra associazione benefica quelle scarpe che hanno già abbastanza camminato con noi.

Bastano 5 paia di scarpe per affrontare gran parte delle occasioni che sicuramente la primavera ci riserva: sneaker, ballerine, décoltèe, mocassini, d’Orsay.

                                                                                                          SNEAKERS

Non sono poi tante  e sicuramente un paio di ballerine o il classico décolleté già son presenti nella scarpiera, quindi  se dobbiamo investire nelle calzature, scegliamo scarpe possibilmente in materiali naturali, pelle, cuoio, tela, etc.

Le scarpe sono importanti perché i nostri piedi sono importanti!