Sulle orme di Dante: Poppi e il Casentino

Sappiamo che Dante più volte è passato per il Casentino, vallata oggi in provincia di Arezzo che merita almeno qualche giorno di  visita. Vacanze pasquali e ponti primaverili potrebbero essere l’occasione giusta.

Ripercorriamo i passi del sommo poeta provando ad immedesimerci nelle sensazioni che un uomo medievale poteva provare.

La maestosità, la forza dei castelli-fortezza dell’epoca, doveva essere ancora più minacciosa di quello che noi oggi vediamo, e sicuramente faticosa… “tu lascerai ogni cosa diletta…e come è duro calle lo scendere o la salir per l’altrui scale..”.  E in effetti le scale del castello di Poppi dei conti Guidi sono ben ripide se le paragoniamo a quelle delle nostre case. Ma dall’alto si può spaziare su tutta l’alta valle del Casentino e sulla famosa piana di Campaldino dove il cavaliere guelfo Dante, ancor prima di diventare un esule, parteciperà alla famosa battaglia nel 1289 contro gli aretini.

 

Dante tornò a Poppi, da esule: amava questa terra perché vicina alla sua Firenze,  perché il conti Guidi gli diedero sempre ospitalità, perché sperava di poter da lì rientrare nella sua patria. La tradizione vuole che proprio nel castello il poeta componesse il XXXIII canto dell’Inferno.

Il castello, visitabile, è molto suggestivo, all’interno l’importante cappella, affrescata da Taddeo Gaddi, allievo di Giotto, con scene tratte dai Vangeli, realizzati dopo il 1330, di poco posteriori al passaggio dantesco, ricreano l’atmosfera  che godeva la nobiltà medievale.

Il borgo di Poppi, uno tra i più belli d’Italia, sebbene più tardo del castello, ci regala sensazioni di pace e tranquillità che non hanno perso nulla dell’antica magia dei tempi andati.

Un utile consiglio: fermiamoci nel Casentino almeno qualche giorno e procediamo alla scoperta di quel che rimane di altri castelli, torrioni, chiese, spostandoci a piedi: facili sono i sentieri e ben segnati.

Procediamo sulle orme di Dante: nel fondovalle vi sono centri storici cresciuti attraverso alterne vicende, sui pendii montuosi vi sono i ruderi di un centinaio di castelli distrutti soprattutto durante le guerre del ‘400. Il paesaggio è tra i più vari:  pascoli di altura, faggete, boschi di castagni e di querce.

Il turista attento può veramente godere di una vacanza simile all’insegna della natura e della riscoperta storico-culturale.

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