Kakku gioiello del Myanmar

Un posto magico, ancora non inserito nell’itinerario classico del Myamar. Sebbene ci si trovi costretti ad avventurarsi per strade poco, direi molto poco confortevoli, la gratificazione finale è uno spettacolo che sorprende.

 

Si arriva in questo sito archeologico, di circa un chilometro quadro, costituito da un raggruppamento di stupa ( monumenti buddisti che hanno tra gli scopi fondamentali quello di racchiudere reliquie), oltre 2500 , di varie epoche e stili: l’insieme è seducente, unico. La suggestione è quella di entrare in un surreale set cinematografico.

 

 

Il silenzio ravvivato da un trillo continuo di campanellini, che ballano alla brezza,  i colori tenui di questi monumenti spirituali, che alternano tonalità di rosa alla muffa nera  in mezzo al verde di una natura lussureggiante, la pace che si vive, lontano dalle trappole quotidiane, danno proprio una sensazione di onirica irrealtà.

 

 

L’esterno di molti di questi  edifici religiosi è ornato da  statue di soggetti umani e animali. Le più antiche mostrano tutta la patina del tempo erose e sbrecciate, altre sono più recenti, appena ridipinte o restaurate, purtroppo però, come avviene spesso in Birmania, senza alcuna cura filologica.

 

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