Chi vince la guerra detta la moda

Chi vince le guerre diventa eroe, venerato ed adulato dai compatrioti e quindi icona di stile. La militarizzazione dell’abbigliamento non è certo una novità dei giorni nostri ma è iniziata da quando sono cominciate le guerre…

Fitzroy Henry Somerset,  barone Raglan, fu uno degli eroi  di Waterloo che combattè contro Napoleone (1815),  e poi diresse le truppe britanniche in Crimea, dove portava un cappotto con le famose maniche, che gli permettevano liberi movimenti con il braccio che impugnava la spada e che da quel momento presero il nome raglan.

Il conte di Cardigan, ufficiale inglese piuttosto freddoloso, fece realizzare questa avvolgente giacca di lana da legarsi in vita con una cinta.

Il generale Montgomery vittorioso ad El Alamein, durante Seconda Guerra Mondiale, era solito indossare un cappotto di lana ruvida, abbottonato da alamari, che da allora divenne un ever green, sia per uomo che per donna.

Le divise degli alleati, a seconda del loro impiego sul campo, sono ancora quelle che, anche se rivisitate dagli stilisti, indossiamo:  mimetiche,  da combattimento, divise di servizio.

Non è un caso che l’abbigliamento nazista non abbia riscosso pari successo!

 Scena tratta dal film “Il giorno più lungo”.

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