Cosa mettere in armadio questa primavera

Sicuramente i colori sgargianti, le tonalità accese la fanno sempre un po’ da padroni in primavera- estate. Quest’anno il must è il giallo!

Certo per chi è mora, carnagione olivastra è un colore che dona moltissimo,ma se una non ha queste caratteristiche meglio evitare  gli imperativi delle passerelle. Ognuna di noi dovrebbe avere una tavolozza ridotta di colori base per il proprio guardaroba, certo con qualche sprazzo di fantasia, optando per quei colori che più si addicono alla nostra carnagione ai nostri gusti.

Diventa così molto più facile fare abbinamenti con quello che si ha già e il nuovo acquisto si integra con facilità…

Anche per quanto riguarda le linee e i modelli non azzardiamo più di tanto:  la moda va seguita ma sempre con eleganza e buon gusto: le minigonne mozzafiato le lasciamo alle under 40!

 E già da qualche stagione che vanno molto le gonne lunghe: stanno bene a tutte, alte e basse, rigorose o in stile romantico, come gli abiti proposti da Lou Lou London, da abbinare con un aggressivo giubbino in pelle, un passe-partout che non deve mancare nel nostro guardaroba.

louloulondon.it

Sulle orme di Dante: Poppi e il Casentino

Sappiamo che Dante più volte è passato per il Casentino, vallata oggi in provincia di Arezzo che merita almeno qualche giorno di  visita. Vacanze pasquali e ponti primaverili potrebbero essere l’occasione giusta.

Ripercorriamo i passi del sommo poeta provando ad immedesimerci nelle sensazioni che un uomo medievale poteva provare.

La maestosità, la forza dei castelli-fortezza dell’epoca, doveva essere ancora più minacciosa di quello che noi oggi vediamo, e sicuramente faticosa… “tu lascerai ogni cosa diletta…e come è duro calle lo scendere o la salir per l’altrui scale..”.  E in effetti le scale del castello di Poppi dei conti Guidi sono ben ripide se le paragoniamo a quelle delle nostre case. Ma dall’alto si può spaziare su tutta l’alta valle del Casentino e sulla famosa piana di Campaldino dove il cavaliere guelfo Dante, ancor prima di diventare un esule, parteciperà alla famosa battaglia nel 1289 contro gli aretini.

 

Dante tornò a Poppi, da esule: amava questa terra perché vicina alla sua Firenze,  perché il conti Guidi gli diedero sempre ospitalità, perché sperava di poter da lì rientrare nella sua patria. La tradizione vuole che proprio nel castello il poeta componesse il XXXIII canto dell’Inferno.

Il castello, visitabile, è molto suggestivo, all’interno l’importante cappella, affrescata da Taddeo Gaddi, allievo di Giotto, con scene tratte dai Vangeli, realizzati dopo il 1330, di poco posteriori al passaggio dantesco, ricreano l’atmosfera  che godeva la nobiltà medievale.

Il borgo di Poppi, uno tra i più belli d’Italia, sebbene più tardo del castello, ci regala sensazioni di pace e tranquillità che non hanno perso nulla dell’antica magia dei tempi andati.

Un utile consiglio: fermiamoci nel Casentino almeno qualche giorno e procediamo alla scoperta di quel che rimane di altri castelli, torrioni, chiese, spostandoci a piedi: facili sono i sentieri e ben segnati.

Procediamo sulle orme di Dante: nel fondovalle vi sono centri storici cresciuti attraverso alterne vicende, sui pendii montuosi vi sono i ruderi di un centinaio di castelli distrutti soprattutto durante le guerre del ‘400. Il paesaggio è tra i più vari:  pascoli di altura, faggete, boschi di castagni e di querce.

Il turista attento può veramente godere di una vacanza simile all’insegna della natura e della riscoperta storico-culturale.

Plumcake salato

Per 8 persone

Ingredienti:
un vasetto di yogurt bianco
tre uova intere
1/2 bustina di lievito
200 g di farina
mezzo bicchiere di olio d’oliva
sale
Per il ripieno:
50 g di formaggio parmigiano
8 olive nere greche
mezzo etto di prosciutto cotto

In una terrina versa il vasetto di yogurt e aggiungi gli altri ingredienti, mescola fino ad ottenere una crema sufficientemente morbida. Aggiungi  il parmigiano grattugiato, le olive prive del nocciolo e il prosciutto cotto tagliato a dadini. Nel contenitore a cassetta, classico del plumcake, inserisci il composto, dopo aver imburrato e infarinato l’interno. Cuoci a forno ventilato a 180° per 30 minuti

Una centrifuga al giorno

 Una centrifuga al giorno…

Frutta e verdura soprattutto insieme sono un vero pocker per la nostra salute.

Spesso non ne assumiamo abbastanza ma a questo si può porre rimedio con facilità e rapidamente: Bevendole lontano dai pasti, a metà mattina o a metà pomeriggio, e,  ovviamente privilegiando la stagionalità degli ingredienti.

Ecco una centrifuga che va bene per questi pomeriggi di inizio primavera:

1 finocchio 1 mela, 1/2limone, e per finire 1 pezzetto di radice di zenzero.

E’ un vero gustoso toccasana!

RICCHEZZE DEL TERZO MILLENNIO

Quali sono e saranno le ricchezze del terzo millennio? Il tempo e lo spazio.

La nostra vita è sempre più frenetica, sempre più impegni, lo sappiamo, lo viviamo. Il nostro pianeta è sempre più popolato, lo spazio, l’aria ci mancheranno sempre di più. Le nostre città diventano sempre più anguste, gli appartamenti claustrofobici e poi quando finalmente arrivano le vacanze tutto si può trasformare in un incubo. Spiagge super affollate, code per entrare nei musei, attese sfibranti prima di essere serviti …

Allora perché non provare a modificare il modo di viaggiare?

Il turismo di massa ha fatto la sua epoca e lo lasciamo a chi ha poca voglia di mettersi in gioco ed è mentalmente pigro.

Il backpacking che significa viaggiare con la zaino in spalla, è un concetto vasto e affascinante, si riferisce ad un viaggiatore che ha come scopo la conoscenza diretta del mondo e nel contempo conoscenza di se stesso: cercare di vivere secondo i ritmi e le abitudini del luogo, conoscere le persone, le culture, le tradizioni.

Esattamente il contrario di quello che affermava il tenente tedesco August von Kageneck, nel 1941, arrivando nella Parigi occupata dai nazisti: ” ..avevamo regole rigide, dovevamo vestirci in modo impeccabile, non dovevamo avere contatti con la popolazione: avevamo inventato il turismo di massa“.

E’ un modo di viaggiare che erroneamente a quello che si può pensare non appartiene esclusivamente ai giovani squattrinati, ma sempre di più coinvolge una classe sociale, un po’ di nicchia, di cultura medio-alta e con buone possibilità economiche.

Procedere lentamente, scegliere le vie meno battute e assaporare i profumi i colori della natura, sono solo alcune delle esperienze uniche che rimangono fisse nella mente. Ogni viaggio si trasforma in un vero e proprio cammino!

Inoltre è un modo di viaggiare alla cui alla base c’è il rispetto dell’ambiente  e la consapevolezza che tutti quanti noi abbiamo l’obbligo di preservare il mondo per le future generazioni.

 

Le posate, che problema!

“Che cos’è che fa grande un maggiordomo?” si chiede Mr Stevens, il grande personaggio di Ishiguro, poi interpretato per il grande scherma da un impeccabile Anthony Hopkins nell’ omonimo film “Quel che resta del giorno”.
A questa domanda, etico-professionale, noi miseri “commensali” rispondiamo solamente: la forchetta? sempre a sinistra del piatto!


Certo non occorre calcolare gli ingombri di piatti, posate e bicchieri con centimetro alla mano come il dignitoso Stevens, ma ricordarsi di alcune regole fondamentali, senza dubbio, questo sì.
Per qualsiasi tipo di apparecchiatura, dalla più rustica a quella raffinata, la forchetta – a quattro rebbi – va a sinistra del piatto con i rebbi sempre rivolti in alto. Le forchette a tre rebbi sono per il pesce e per il dolce. Unica eccezione la forchetta classica del servizio San Marco che nella tradizione ha solo tre rebbi (essendo la cucina veneziana prevalentemente di pesce) e che si può usare anche per primi, paste e risotti, o per secondi di carne. Ultimamente il San Marco ha realizzato anche una forchetta a quattro rebbi.
Quante le forchette a sinistra? Dipende molto dal tipo di occasione: per una cena elegante vanno tante forchette quanti sono i piatti. La più esterna deve essere di dimensioni minore e serve per l’antipasto, le altre per il primo – se questo è un risotto o una pasta – e per il secondo. Se il primo è una minestra, una crema o simili ci va il cucchiaio, posizionato a destra, nella parte più esterna a fianco al coltello, che deve avere sempre la lama rivolta verso il piatto. Anche per i coltelli sono ammessi massimo due, uno per l’antipasto, se necessario, e uno per il secondo. Ma è preferibile la scelta di un unico coltello in quanto per l’antipasto si dovrebbe usare un’unica posata, cioè la forchetta o il cucchiaio.
Il coltello e la forchetta da dessert vengono sistemati davanti al bordo superiore del piatto, il primo all’interno  con il manico rivolto a destra e la lama ovviamente verso il piatto la seconda all’esterno con il manico rivolto a sinistra. Il cucchiaio da dolce va posizionato con il manico rivolto a destra. Per gli incontri meno formali le posato da dessert vengono messe in tavola quando si serve il dolce.

Cambio armadi

 Non si vede l’ora di sistemare tutti i vestiti estivi pieni di colori che danno allegria e mettere da parte le lane, i cappotti, le giacche pesanti. Ma prima di riporre l’abbigliamento invernale, per quanto grandi siano le cabine armadi o ci si avvalga dell’aiuto di scatole e quant’altro, dobbiamo affrontare alcune operazioni fondamentali per la cura e la conservazione dei nostri capi.

Ovviamente tutto ciò che si ripone deve essere pulito ma non sempre è necessario avvalersi della pulitura a secco (sempre più cara), si può e si deve, molte volte fare, da soli: se, ad esempio,  per un cappotto che non è stato indossato molte volte, che non è macchiato, basta una buona spazzolata con acqua e ammoniaca o aceto ( 2/3 di acqua e 1/3 di ammoniaca o aceto), lasciarlo all’aria  per qualche ora davanti a una finestra aperta, se non si ha la disponibilità di un terrazzo. Utilissimo per questo servizio sono gli stand appendiabiti.

 

Altro sistema utilissimo per mantenere sempre come nuovi abiti, cappotti in tessuti di lana, è il bagno di vapore: anche qui uno stand è ideale per appendere tutti i capi che prima si passano al vapore con l’aiuto di una vaporella o del vapore di un ferro: pieghe e cattivi odori magicamente scompaiono!

E, ovviamente, quando si ripongono negli armadi i capi di lana ricordarsi sempre un antitarme. Inoltre è bene riporre giacche, maglioni, cappotti in appositi sacche con cerniera o sacchetti di plastica. Li ritroveremo il prossimo autunno come nuovi!

 

Ultima moda: oro vegetale

Siamo tutte un po’ gazze ladre e siamo attirate da ciò che più brilla e luccica: l’oro giallo è sicuramente un richiamo forte: e come resistere al capim dourado!

 Un’erba color oro che si presenta sotto forma di sottili steli e un piccolo fiore in cima, il quale viene tagliato e lasciato cadere a terra per favorire una naturale risemina durante il processo di raccolta che si effettua solo una volta all’anno, nei mesi di settembre-ottobre nel nord-est del Brasile.

Il suo colore non muta nel tempo a contatto con l’acqua, né si scolorisce al sole, non fa parte delle graminacee per cui non dà allergie.

La caratteristica fondamentale del capin dourado è la sua leggerezza: collane e soprattutto orecchini pendenti vistosi,  grandi si possono indossare in tutta tranquillità perché il loro peso è nullo.  Monili, pochette, cinture bottoni, realizzati sapientemente da artigiani indios attraverso un lungo processo di lavorazione, si possono trovare in molti mercatini etnici e in siti online, Il loro costo varia, a seconda delle dimensioni e della lavorazione, e va da un minimo di 10 euro per i monili più piccoli a un massimo di 100 euro per lavorazioni più importanti.

Dado Naturale Vegetale

Impariamo a preparare un dado vegetale naturale con ingredienti di base biologici: qualità e risparmio insieme!

1 cipolla
2 carota
2 gambe di sedano

1 zucchina
100 gr di prezzemolo
20 foglie di basilico
2 rametti di rosmarino
15 foglie di salvia
150 gr di sale
1 cucchiaio di olio

Sminuzzate molto finemente le verdure e le erbe aromatiche e versarle in una pentola di acciaio con un cucchiaio d’olio, coprendole con il sale. Cuocere per circa un’ ora e mezza senza aggiungere acqua, a fiamma bassa. Frullate il tutto e rimettete sul fuoco fino a quando il composto non si sarà addensato. Il dado deve essere trasferito ancora caldo in barattoli di vetro non tanto grandi o vaschette per il ghiaccio. Una volta raffreddato si può conservare in congelatore per circa sei mesi. Una volta scongelato utilizzarlo entro 4/5 giorni.

Il bagno, specchi, luci, profumi.

Le abitazione oggi sono sempre più piccole e spesso si sacrifica lo spazio dedicato al bagno e ai locali di servizi, per avere giustamente una maggiore abitabilità nella zona giorno.

Ma non dimentichiamoci che anche se con spazi ridotti il bagno è un luogo “sacro”, dove un po’ ci ritroviamo, un po’ ci prepariamo, un po’ ci rilassiamo…

Se abbiamo la possibilità, cerchiamo di sistemare lavatrice, asciugatrice all’interno di un mobile, fatto su misura, che nasconda gli elettrodomestici , e magari realizzando delle scaffalature, cesti per biancheria etc. che sono sempre funzionali. Essendo per la maggior parte dei casi ambienti piccoli scegliete colori forti e decisi.

Gli specchi, che stanno bene in ogni stanza in bagno sono fondamentali, dilatano l’ambiente se opportunamente posizionati.

Le luci, nel bagno devono essere di intensità e di temperatura di colore diversi da accendersi a seconda delle necessità. Forti e ben direzionate per quando, ad esempio, ci si deve truccare, ma di una colorazione calda e soffusa per quando ci si immerge in un bagno caldo. Ancora meglio se nei momenti di relax si usano candele.

Profumi: il bagno dev’essere una stanza che, anche se piccola, deve sprigionare un gradevole aroma.